La circoscrizione non rinnoverà le autorizzazioni ai locali con i tavoli allesterno. Vito Leccese: "Serve un monitoraggio dei luoghi da salvaguardare" Dopo lultimatum della Soprintendenza, la circoscrizione del quartiere murattiano ha deciso di bloccare il rinnovo delle autorizzazioni concesse per linstallazione di strutture allesterno dai locali. I vecchi permessi, per la stagione invernale, non avranno alcuna validità. «Il Comune ha avviato un monitoraggio delle zone di rilevanza storica» spiega il direttore generale del Comune Vito Leccese. GABRIELLA DE MATTEIS Le autorizzazioni concesse per il periodo estivo non saranno rinnovate. Allesterno dei locali del centro storico, quindi, non potranno essere installate strutture in legno e gazebo, ma soltanto sedie e ombrelloni. Lorientamento della circoscrizione del quartiere Murat è chiaro: dopo lultimatum della Soprintendenza che ha ordinato anche la rimozione delle strutture esistenti le procedure per il rinnovo dei permessi sono sospese, bloccate sino a quando sulla materia non sarà fatto ordine. Perché il punto è questo: non cè un regolamento definitivo che introduca criteri oggettivi per linstallazione di tavolini, ombrelloni, gazebo allesterno dei locali e soprattutto, per la prima volta, cè una posizione chiara della Soprintendenza che nelle zone di rilevanza storica ha lultima parola. Il numero uno dei Beni architettonici Nunzio Tomaiuoli, partecipando ad una riunione convocata a Palazzo di Città, è stato chiaro: la bozza di regolamento, elaborata da circoscrizione e amministrazione cittadina, così non va. E anche la situazione attuale è da rivedere. «Le strutture sono orribili» ha dichiarato larchitetto riferendosi ai gazebo che soprattutto nel centro della città sono stati installati allesterno di pub e ristoranti. «Orribili» ma non solo: le strutture sono anche abusive perché mai autorizzate dalla Soprintendenza, ma soltanto dalla circoscrizione con permessi peraltro provvisori, non disciplinati da alcun regolamento. La conclusione è inevitabile: gazebo, locali realizzati su marciapiedi e piazze, devono essere rimossi. I gestori degli esercizi si devono accontentare di posizionare soltanto sedie, tavolini e ombrelloni. Ma la materia è complessa e la teoria di difficile applicazione. La circoscrizione competente a rilasciare le autorizzazioni ha deciso di non rinnovare i permessi, concessi per il periodo estivo. «Dalla Soprintendenza sono stati chiari, ci hanno chiesto anche di poter visionare anche tutte le pratiche dei locali che hanno installato allesterno strutture e gazebo. Sinceramente non so come andrà a finire questa storia» spiega Mario Ferrorelli, presidente della circoscrizione centro che aggiunge: «Daremo il via libera soltanto a sedie, tavolini e ombrelloni». Troppo poco per i gestori dei pub che da Corso Vittorio Emanuele a piazza Mercantile hanno realizzato gazebo, strutture più o meno amovibili, per aumentare la propria superficie. Quello del centro è il caso più eclatante per il numero di locali, ma non è lunico. Lultimatum della Soprintendenza riguarda in realtà tutta la città, da Poggiofranco a Santo Spirito. E per questo il Comune di Bari sta correndo ai ripari. «Lamministrazione cittadina spiega il direttore generale del Comune Vito Leccese - ha avviato un monitoraggio prima di tutto per chiarire quali sono i punti della città che hanno una rilevanza storica e architettonica», quelli cioè dove per eseguire qualsiasi intervento, come la realizzazione di strutture allinterno dei locali, lultima e definitiva decisione spetta alla Soprintendenza. In attesa dellapprovazione del nuovo regolamento, al quale però dovranno essere apportate alcune modifiche come ha spiegato larchitetto Tomaiuoli, i tecnici del Comune vogliono capire se subordinare il rilascio delle autorizzazioni al parere preventivo della Soprintendenza. La materia, quindi, dopo lultimatum del numero uno dei Beni architettonici, diventa ancora più complessa e merita approfondimento. Anche la bozza del regolamento che entro linizio dellanno amministrazione cittadina e circoscrizione avrebbero voluto portare in consiglio comunale dovrà essere rivista. Lidea di introdurre una linea di indirizzo comune per la realizzazione delle strutture esterne, infatti, è stata bocciata dalla Soprintendenza.