Lex ministro in polemica si cancella dal gruppo di esperti che deve scegliere il vincitore Il direttore boccia lidea dellarcivescovo di affidare ad una gara fra artisti e architetti la realizzazione dellambone Antico contro contemporaneo: una dannatio che accompagna tutta la storia di Firenze. E che si rinnova costantemente. Questa volta motivo del contendere è il progetto per il nuovo ambone (leggio o tribuna) da collocare nel perimetro dellaltare centrale della cattedrale di Santa Maria del Fiore. «Magari sarà unopera bellissima, ma in contesti antichi è meglio non intervenire. E poi quello è il Duomo dei fiorentini, suvvia» sostiene Antonio Paolucci, ex soprintendente del Polo museale, attuale direttore dei Musei Vaticani. Che boccia clamorosamente il progetto presentato ieri dallOpera del Duomo, che prevede appunto di affidare ad un gruppo di famosi artisti e architetti contemporanei la realizzazione dellambone mai realizzato nella cattedrale. «E una mia opinione personale - precisa Paolucci - ma non mi piace affatto lidea di inserire un nuovo intervento nella cattedrale. Non mi permetto di giudicare il progetto. Ma ritengo che un quel tipo di intervento, in quel contesto antico e intatto, sia sempre pericoloso ed inopportuno. Ripeto: non credo che unopera darte contemporanea sia adeguata a quellambiente così ricco di suggestioni e opere antiche, anche se a compierlo sarà il più grande scultore del mondo». Certo, unopinione, un parere personale quello di Paolucci. A cui tuttavia è seguita una presa di posizione. Tantè che, prosegue lex soprintendente, «ho preferito defilarmi e uscire dalla commissione giudicatrice. Ho scelto di non esserci, dopo aver espresso le mie perplessità alla presidente dellOpera del Duomo Anna Mitrano». Antonio Paolucci contro larcivescovo Giuseppe Betori. Due pareri nettamente contrapposti. Che allinterno del Gruppo di lavoro di esperti per il progetto del nuovo ambone dellOpera del Duomo hanno provocato «un ampio e approfondito dibattito». Fino alla decisione finale di bandire il concorso di idee, accogliendo così lidea patrocinata dallarcivescovo Betori. Che ieri, alla presentazione ha motivato la scelta legandola a allevoluzione della liturgia della chiesa cattolica. «La realizzazione dellambone era nei disegni fin dal '300, ma non è mai stata realizzata. Oggi, visto il grande rilievo della liturgia della parola dopo il Concilio Vaticano II, non potevamo lasciare in Duomo senza. Così come è stato risistemato lottagono del presbiterio, ovvero il nuovo spazio intorno altare. Che in futuro ospiterà anche il Crocifisso di Benedetto da Maiano, ora in restauro presso lOpificio delle Pietre Dure, per essere riportato alla forma primitiva, togliendogli quelle patine e quel non colore con cui era stato coperto nell800» ha dichiarato larcivescovo, sottolineando lintento di mettere in relazione «la chiesa e larte moderna«. «Credo che sia la prima volta che unopera nuova, contemporanea verrà posta nel contesto Duomo. Certo che si può fare, ma non è nel mio gusto e nella mia sensibilità» ribadisce Paolucci, convinto della sua idea. «Lopera del Duomo non finisce mai davvero» commenta monsignor Timothy Verdon, parlando dei progetti e dei lavori del nuovo museo, che lo vedono autore del progetto museografico. In sostanza ecco la scelta operata dal gruppo di lavoro per lambone di cui fanno parte anche i vertici delle soprintendenze fiorentine. Otto gli artisti chiamati in campo: Amalia Ciardi Dupré, Mario Ceroli, Mimmo Paladino, tre mastri affermati negli anni '70-80, a cui si aggiungono tre giovani che si sono affermati tra il '90 e il 2000 Massimo Lippi, Enrico Savelli e Filippo Rossi. E quindi due architetti: Mario Botta e Paolo Zermani. Tutti dovranno presentare i loro progetti entro il 31 dicembre. Infine, precisa Timothy Verdon «a Pasqua contiamo di avere il vincitore, il cui disegno non sarà rigido ma potrà essere ridiscusso». Tutto il progetto mira a dare un percorso organico al presbiterio, oltre a portare a termine il completamento di quel disegno antico che nel 1366 prevedeva nella cattedrale la presenza dellambone, la cui attuazione è stata scelta oggi, «per armonizzare il nuovo con lantico» come si legge nel disciplinare redatto dal gruppo di lavoro. Spetterà poi agli esperti scegliere il vincitore. Ecco i nomi in lista: i monsignori Timothy Verdon e Giuseppe Busani, don Giuseppe Billi e don Gianni Gioli, Mina Gregori, Sergio Givone, Francesco Gurrieri, Bruno Santi, Mariano Apa. Cancellato il nome di Antonio Paolucci.
NUOVA TRIBUNA IN DUOMO PAOLUCCI CONTRO BETORI
Riassunto in 200 parole:
Il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, si è espresso contro il progetto per il nuovo ambone dell'Opera del Duomo a Firenze, che prevede la realizzazione di un'opera contemporanea. Paolucci ha bocciato l'idea di inserire un nuovo intervento nella cattedrale, considerandola un contesto antico e intatto che non richiede interventi moderni. Ha anche deciso di non partecipare alla commissione giudicatrice del progetto. L'arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, ha invece sostenuto l'idea di realizzare un'opera contemporanea, legandola a un'evoluzione della liturgia della chiesa cattolica.
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