I manifesti finanzieranno il recupero della cinta aureliana. «Basta piangersi addosso, l'alternativa è che crollino» «Basta piangersi addosso, la cultura deve trovare da sola i fondi per rinascere, anche perché siamo subiti dal pubblico e dal governo come un ramo secco». Il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale Umberto Broccoli si è posto questa domanda e l'ha poi sottoposta ai colleghi soprintendenti statali: «Le Mura aurealiane rappresentano uno spazio espositivo meraviglioso, un Tazebao naturale. Allora perché non metterci sopra, per un periodo limitato e con tutte le accortezze e le tutele necessarie, dei manifesti pubblicitari che possano sponsorizzarne il restauro»? La risposta è stata che sì, le «Mura aureliane saranno presto restaurate con il finanziamento di sponsor privati». Anche perché l'alternativa, vista la crisi finanziaria internazionale e i tagli alla cultura, «è che la cinta aureliana crolli». Una parte del progetto, spiega Broccoli a Libero, «è già realtà». In particolare a Porta Pinciana il restauro «è operativo e il ponteggio è già in corso». Un simile finanziamento tramite manifesti pubblicitari è stato usato anche per il restauro completo di Porta Pia in occasione dei 140 anni di Roma Capitale. «Le Mura aurealiane rappresentano uno spazio espositivo meraviglioso, un Tazebao naturale. Allora perché non metterci sopra, per un periodo limitato e con tutte le accortezze e le tutele necessarie, dei manifesti pubblicitari che possano sponsorizzarne il restauro?». Il sovrintendente ai Beni culturali di Roma Capitale Umberto Broccoli si è posto questa domanda e l'ha sottoposta anche ai colleghi. La risposta è stata che si, le «Mura aureliane saranno presto restaurate con il finanziamento di sponsor privati». Una parte del progetto, spiega Broccoli a Libero, «è già realtà». In particolare a Porta Pinciana il progetto di restauro grazie alla partecipazione finanziaria di sponsor che in cambio ottengono manifesti pubblicitari «è operativo». È solo una delle molte occorrenze della nuova filosofia che Broccoli sta cercando di mettere in pratica per gestire e valorizzare i tesori archeologici della città. Molti tesori "minori" sono però spesso lasciati in uno stato di parziale abbandono. È vero che i fondi sono troppo pochi? «Per la manutenzione ne servirebbero di sicuro di più. Ma alla base della mia politica culturale c'è una considerazione semplice». Quale? «C'è la crisi economica internazionale. Ed è naturale che le prime cose ad essere tagliate siano i rami secchi. La cultura viene considerato il primo ramo secco». Lo crede anche lei? «Non è importante cosa crediamo noi archeologi, ma che si smetta di piangerci addosso continuando a dire al governo "papà mi hai tagliato". Bisogna ingegnarci per trovare i fondi». Dunque non ci si lamenta. Ma non ha ancora risposto. La cultura è un ramo secco? «Sono convinto che siamo subiti come un ramo secco sia dal pubblico, cioè dal basso, sia dal governo, cioè dall'alto. Non avremmo mai organizzato i 140 di Roma Capitale con Bertone, Napolitano e tutto il successo che ne è venuto, se non avessimo messo sui ponte la pubblicità di cantiere». I progressisti però si sono lamentati Non fanno bene a preoccuparsi? «I cosiddetti progressisti hanno gridato allo scandalo perché hanno visto la pubblicità del film Sex the City su Porta Pia. Si sono alzate le vestali (di chi vuole tutto mummificato) e le prediche (di chi piange perché non ha fondi) . Però in meno di sei mesi, da febbraio ad agosto, abbiamo ottenuto il nostro restauro». Quindi lo rifarebbe? «Altre mille volte. Questo non è marketing è solo buon senso». Parla come una massaia. «L'economia nasce con Senofonte che spiegava alle donne come gestire la casa». Contro l'idea della pubblicità sulle mura aureliane qualcuno si è opposto? «Non faccio nomi, ma certo che sì, ma io vado avanti per questa strada perché la legge me lo consente. E se non me lo consentisse andrei avanti a forza di arbitrati e spingerei per modificarla perché l'alternativa è che le Mura aureliane crollino». Che tempistica prevede? «Per la parte del cantiere a Porta Pinciana ha già avuto le autorizzazioni per i ponteggi. E guardi che parliamo di manifesti che staranno lì mesi, non anni».