Le raccolte civiche in attesa di un colpo di scure che, per il 2011, dovrebbe tagliare il 30 o 40 dei loro già magrissimi bilanci. E MAMbo con una sopravvivenza finanziaria a tempo. Il presente e il futuro dei nostri musei è questo, e auguri al prossimo inquilino di Palazzo d'Accursio. Con l'aggravante che la stessa campagna elettorale per il nuovo sindaco, all'atto pratico già aperta, conciderà, con una prevedibile fase di stallo e di traccheggiamento. «Noi siamo combattivi, studiamo tutti i mezzi per opporci alla crisi afferma il presidente di MAMbo, Lorenzo Sassoli de Bianchi . Ma abbiamo la percezione che, nonostante da parte nostra la situazione sia stata dichiarata in tutta la sua trasparenza, MAMbo non venga riconosciuto come una priorità per Bologna». Chiaro il riferimento all'annuncio, risalente al 22 settembre scorso, in occasione della presentazione della mostra di Dino Gavina, con il quale Sassoli stesso rese pubbliche le difficoltà che gravano sul museo. «Nel 2010 ribadisce il presidente il Comune ha dimezzato il suo sostegno da 1 milione a 470 mila euro, e analoghe riduzioni hanno riguardato la Fondazione Carisbo scesa a 400mila euro e la Regione, passata a 250mila. Solo la Fondazione del Monte ha confermato i suoi 250mila euro. MAMbo ha un budget di 3 milioni, irrisorio rispetto a strutture simili, come il Castello di Rivoli o il Mart di Rovereto. Se i finanziamenti per il 2011 non saranno confermati agli stessi livelli del 2010, alla fine del prossimo anno dovremo ridimensionare fortemente i programmi già avviati. L'abbiamo annunciato ufficialmente, ma in queste settimane non abbiamo avuto nessuna risposta». Intanto, è certo che MAMbo dovrà ridurre i propri orari, pur mantenendo l'apertura serale del giovedì. «Per fortuna aggiunge Sassoli abbiamo cominciato due anni fa a lavorare su Matthew Day Jackson, il 36enne artista californiano che esporremo a gennaio e le cui opere hanno raggiunto 1 milione di quotazione». Anche la spesa per le mostre rappresenta un altra rotta su cui, al momento, MAMbo è costretto a navigare a vista. «La Finanziaria ricorda Sassoli stabilisce che le mostre non debbano costare più del 20 dell'anno precedente. Ma non è chiaro che cosa significhi questa disposizione, se valga per le grandi esposizioni o solo per quelle di routine. Abbiamo chiesto un tavolo tecnico al Comune per risolvere la questione, e siamo ancora in attesa. Così come, per completare il quadro, vorremmo sapere chi e come gestirà il Parco del Cavaticcio, a lavori ormai finiti». L'impressione, non tanto astratta, è che questo pacchetto arriverà dritto sul tavolo del nuovo sindaco. Il quale avrà anche il compito di misurare l'efficacia e l'efficienza della Istituzione Musei Civici e dell'analoga Istituzione Biblioteche. Di certo la scure dei tagli non farà complimenti. E quanto ad Archeopoli, la manifestazione che, snodandosi anche in piazza, dovrebbe celebrare i 2200 della fondazione della Bononia romana, sarà già tanto se potremo goderci un'edizione ridotta.