Questo giornale non ha mai fatto mancare spazio e voce in difesa del Madre, il museo di arte contemporanea di Napoli le cui qualità sono state riconosciute anche a livello internazionale. Abbiamo ospitato interventi di artisti e commentatori preoccupati per l'incertezza in cui versa oggi l'importante spazio e abbiamo invitato la Regione a prendere una posizione limpida e responsabile, senza lasciarsi condizionare dal marchio d'origine, la precedente amministrazione Bassolino, del Madre. Ma con la stessa chiarezza abbiamo invitato tutti a non confondere un'istituzione con una proprietà privata, e quindi a evitare qualsiasi forma di inutili personalismi. Ora il punto è questo: la tutela del Madre è inscindibile dalla posizione del suo attuale direttore, Eduardo Cicelyn? E ancora: se, come riconoscono anche i più convinti sostenitori del museo, ci sono stati errori gestionali (e magari sprechi), chi deve risponderne? La trasparenza, specie quando si tratta di un bene pubblico, patrimonio della collettività, deve valere per tutti. Altrimenti si corre il rischio di battersi per una causa giusta, ma con l'interprete sbagliato.