FIRENZE. Tra Lucca e Pisa è scoppiata la «guerra» della soprintendenza. La decisione di Giuliano Urbani, ministro per i beni culturali, di istituire la soprintendenza di Lucca, che viene così scorporata da Pisa, ha riattizzato antichi duelli. Pietro Pazzi, il sindaco lucchese, gongola per una vittoria da tempo inseguita. Paolo Fontanelli, il sindaco pisano, definisce quella di Urbani «una mera operazione di clientelismo politico». Pisa, che continuerà ad avere la competenza su Livorno, questa volta è sola. Persino Vittorio Sgarbi, che solitamente vede Urbani come il fumo negli occhi, questa volta lo difende. Anzi, ad essere pignoli, lo attacca anche questa volta. Alla Sgarbi. «La soprintendenza di Lucca è una mia idea. Ricordo che portai Urbani a pranzo con Pera per convincerlo. Come per Isozaki, dopo due anni Urbani mi ha dato ragione...», brontola Sgarbi. Che non vede pericoli di cassa dall'istituzione della nuova soprintendenza: «Rispetto all'attuale situazione ci sarà al massimo da pagare in più lo stipendio del nuovo soprintendente. Ma i benefici saranno enormi - spiega Sgarbi -. Perché sarà possibile lavorare meglio. E poi non dimentichiamo che Lucca è forse la città più bella d'Italia. Mentre una decina di anni fa Pisa era una città più viva, oggi la situazione si è rovesciata. Lucca è divenuta una città internazionale, si è arricchita di scrittori, vanta splendidi tenitori». «Scelta sbagliata». Se Sgarbi non vede rischi di sprechi economici, Fontanelli giudica «una scelta sbagliata» il fatto che si creino due soprintendenza perché significa sottrarre risorse dalla tutela dei beni culturali per destinarli a pagare le nuove strutture e i nuovi burocrati. «Onestamente non si vede la necessità di una nuova soprintendenza. Già oggi le risorse ordinarie andavano più a Lucca che a Pisa. E' evidente che si tratta di un operazione di clientelismo politico. Si è voluto accontentare le richieste del presidente del Senato Pera, lucchese. Ma con quanto spreco di risorse economiche?», chiede polemicamente Fontanelli. «Grave colpo per Pisa». Al sindaco pisano fa eco il presidente della Provincia Andrea Pieroni: «II frazionamento della soprintendenza di Pisa rappresenta un grave colpo alle capacità e potenzialità tecnico-scientifiche non solo della struttura pisana, ma anche della nuova struttura lucchese. Qualsiasi processo di ristrutturazione, qualsiasi piano di ra-zionalizzazione industriale e di servizi ha come primo obiettivo quello della concentrazione delle risorse umane e, in particolare, di quelle gestionali e tecniche, n frazionamento e, di conseguenza, l'impoverimento delle capacità professionali della Soprintendenza di Pisa non porterà vantaggio neppure alla nuova Soprintendenza di Lucca». Mentre Pisa piange, Lucca già pensa all'individuazione della sede più idonea per la soprintendenza appena istituita, che avrà competenza oltre che su Lucca anche su Massa Carrara. Fazzi offre Palazzo Orsetti, sede del Comune. «Decisione logica». Nella «guerra» tra pisani e lucchesi, la Regione non scende in campo. «Molto dipenderà da come verrà istituita concretamente la nuova soprintendenza», spiega l'assessore alla cultura Mariella Zoppi. Sulla decisione del ministro Urbani niente da obiettare: «La divisione di una soprintendenza, come quella pisana, che finora spaziava dall'Elba a Pontremoli, in due distinte soprintendenze, appare abbastanza logica. Per il resto prima di giudicare bisognerà vedere cosa succederà», conclude la Zoppi.