Sessanta milioni di euro. Sono i soldi che il Comune potrebbe incassare se la Soprintendenza "sbloccasse" la vendita del Patrimonio. Sindaco e assessore al ramo tornano ad attaccare l'ente di Palazzo Reale: «È una situazione assurda, le pratiche sono ferme dal 2007. E quei soldi ci servono». La delibera di dismissione dei beni comunali risale all' 11 marzo del 2004. Gli immobili del patrimonio storico sono circa 1.800, con casi di spicco come quello dell'ex Anagrafe di piazza Dante che da solo vale quasi 16 milioni di euro. Gli immobili ancora vincolati, nonostante le richieste e le documentazioni prodotte dall'amministrazione, sono quasi 600, per un valore complessivo di quasi 60 milioni di euro. Nello specifico, beni per 45,6 milioni - tra cui l'ex Anagrafe - sono bloccati perché la Soprintendenza ha dato parere contrario all'alienazione ritenendo che ci siano "elementi incongrui", ovvero abusi edilizi da eliminare prima dell'autorizzazione. «Ma in alcuni casi la spesa per il ripristino dei luoghi sarebbe enormemente superiore all'incasso della vendita», spiega l'assessore Marcello D'Aponte. Gli altri 14 milioni di euro sono quelli di beni in standby perché servono altri documenti a integrazione dei dossier. Gli edifici che invece hanno avuto il fatidico placet sono circa 200, per un valore complessivo di 3,9 milioni di euro. Dall'avvio della dismissione ad oggi - ovvero in più di sei anni - solo 300 immobili sono stati venduti. Circa 10 milioni di euro la cifra iscritta nel bilancio. Il resto del patrimonio non è in vendita. Si tratta di beni di ogni tipo e situati in ogni zona della città, dal centro storico a San Giovanni a Teduccio e le periferie. C'è anche il Vomero, dove si registra la più altra propensione all'acquisto tra gli attuali inquilini: oltre il 90 vuole comprare. Il problema è darne la possibilità. «Lancio un ennesimo fortissimo appello alla Soprintendenza perché ci sblocchi tutte le pratiche che sono sottoposte al loro giudizio, è assurdo avere le case, avere i cittadini che desiderano acquistarle, i denari a disposizione e non poter far nulla», dice la Iervolino. «Quei soldi ci servono, non è un mistero che il Comune soffra la crisi economica, e il mancato trasferimento di fondi da Stato e Regione. Noi diamo tutta la disponibilità di questo mondo, purché ci facciano capire quali sono le difficoltà». La cosa più incredibile, secondo il sindaco, è che si tratta "di beni situati per lo più in periferia, costruiti dopo la guerra, che sono vincolati solo perché la legge lo prevede dopo 50 anni dalla costruzione. Alla Soprintendenza chiediamo - conclude - lo svincolo casa per casa e non più appartamento per appartamento, così da velocizzare il tutto». Durissimo anche D'Aponte. « La Soprintendenza, con la sua rigidità burocratica, paralizza lo sviluppo della città - accusa - Intervenga il ministro Bondi per fare ordine e sbloccare questa paralisi, se non vendiamo il patrimonio non strategico non sappiamo come dare servizi ai cittadini. Anche perché la manutenzione, secondo la stima del gestore, ci costa 300 milioni di euro che non abbiamo». Non si capisce, continua l'assessore, il perché di questi ritardi: «La Romeo ci ha scritto che nelle altre città d'Italia hanno avuto autorizzazioni in tempi ragionevolmente brevi, cosa che a Napoli non accade». Interviene il consigliere regionale Pd Antonio Amato: «La Regione deve responsabilmente accogliere l'appello del sindaco Iervolino per contribuire a sbloccare la vendita degli alloggi popolari. Ho scritto questa mattina sia all'assessore Taglialatela che al presidente della commissione De Siano perché si facciano carico del problema».
Napoli. Patrimonio, bloccata la vendita
Il Comune di Napoli potrebbe incassare 60 milioni di euro se la Soprintendenza "sbloccasse" la vendita del Patrimonio storico. Il patrimonio comprende 1.800 immobili, tra cui l'ex Anagrafe di piazza Dante, che vale quasi 16 milioni di euro. Tuttavia, la Soprintendenza ha dato parere contrario all'alienazione di alcuni immobili, considerandoli vincolati a causa di abusi edilizi. Altri immobili sono in standby per la vendita, mentre altri 200 sono stati venduti per un valore complessivo di 3,9 milioni di euro. Dall'avvio della dismissione ad oggi, solo 300 immobili sono stati venduti, con un totale di 10 milioni di euro.
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