Mobilitazione in Rete per salvare il Museo di Napoli Appena lanciato, l'appello in favore del Museo Madre di Napoli in serata sfiorava già le tremila adesioni. Ieri il «Corriere» ha dato notizia dell'iniziativa promossa da duecento tra attori, artisti, imprenditori e intellettuali che si sono mobilitati affinché la struttura napoletana dedicata all'arte contemporanea possa finalmente superare la crisi che l'affligge da mesi, e che pochissime settimane fa l'ha portata a un passo dal taglio dell'energia elettrica. Nomi prestigiosi della cultura e dell'arte italiane e internazionali, come Nanni Balestrini e Ferdinando Scianna, Maurizio Cattelan e Mimmo Paladino, Salman Rushdie e Richard Serra, hanno sottoscritto per primi il manifesto, ma oggi accanto a questi ci sono i nomi di chi famoso non è, come Sonia Moscato, impiegata di Salerno, o Simona Ostinelli, storica dell'arte a Lugano, o ancora Bianca Stoppani, studentessa di Bergamo, o Stelio Papakonstantinou, che insegna italiano a Larissa, in Grecia. «Il Madre recita il manifesto, che compare online sono una enorme scritta We are under attack, save Madre (Siamo sotto attacco, salva il Madre) - è diventato in pochi anni uno dei nuovi musei più amati dalla critica e dal pubblico di tutto il mondo. Una città, che ha una grande storia di gallerie private di assoluto valore, ha finalmente trovato in questo splendido museo nel centro storico un punto di riferimento di sicuro prestigio e di forte e riconosciuta credibilità internazionale. Per chi studia e ama l'arte contemporanea e, aldilà dei tanti problemi che l'affliggono, riconosce il rinnovato splendore culturale di una città come Napoli, è impensabile che il Madre, un museo già così importante e accreditato, venga improvvisamente abbandonato e distrutto dal governo locale». All'origine della crisi c'è infatti la mancata erogazione da parte della Regione Campania di fondi che il museo vanta come crediti. Ma portare il Madre alla chiusura, scrivono ancora i firmatari dell'appello «non sarebbe solo un colpo per il mondo internazionale dell'arte», ma anche «un dramma per l'Italia, che ha bisogno di un sistema solido e il più possibile esteso di spazi dedicati alla promozione e allo studio della ricerca contemporanea».
Napoli. Madre sotto attacco, già tremila firme
L'appello "We are under attack, save Madre" è stato lanciato per salvare il Museo Madre di Napoli, che è stato messo in pericolo dalla crisi finanziaria. L'appello è stato promosso da 200 persone, tra attori, artisti, imprenditori e intellettuali, tra cui Nanni Balestrini, Ferdinando Scianna, Maurizio Cattelan e Salman Rushdie. Il museo è noto per la sua arte contemporanea e ha ricevuto critiche positive dalla critica e dal pubblico internazionale. La crisi è stata causata dalla mancata erogazione di fondi dalla Regione Campania. I firmatari dell'appello sostengono che la chiusura del museo sarebbe un colpo per l'Italia e per il mondo internazionale dell'arte.
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