Il patrimonio Originali di Rossini e Donizetti fra i tesori del Conservatorio «Anche questa è finita. Maledetto quando mai mi misi a fare questa professione!». Il genio di Gioacchino Rossini riaffiora nellultima pagina del "Ricciardo e Zoraide", autografo del maestro custodito tra i 40 mila manoscritti della biblioteca di San Pietro a Majella. È solo una chicca di un patrimonio unico al mondo, che continua a riservare sorprese come la collezione "Guillaume": ottomila disegni inediti colorati ad acquerello o in bianco e nero di costumi teatrali realizzati per oltre 400 opere e balli rappresentati nei teatri di Napoli dal 1824 al 1880, in particolare al San Carlo. La storia della raccolta è stata ricostruita di recente dal direttore della biblioteca Francesco Melisi. Un altro gioiello è loriginale del "Matrimonio segreto" di Domenico Cimarosa: lunica opera nella storia della musica di cui è stato concesso un bis integrale dopo il debutto a fine Settecento a Vienna. E ancora loriginale de "LElisir damore" di Gaetano Donizetti, composto in appena 14 giorni. Pezzi unici che convivono con 300 mila stampe, ottomila libretti, 10 mila lettere, 20 mila libri e mille periodici. Una fortuna inestimabile, basta pensare che una sola pagina del "Poliuto" di Donizetti, trafugata qualche anno fa, stava per essere venduta a tremila e cinquecento sterline da un antiquario londinese. Ai libri si affiancano gli strumenti musicali: 90 esposti nel piccolo museo, oltre cento ancora nei depositi. Tra i pezzi, il clavicembalo Ruckers restaurato a fine Novecento, larpetta costruita da Stradivari, il fortepiano di Paisiello e Cimarosa donato da Caterina II di Russia; o la quadreria firmata da pittori come Palizzi e Morelli (in tutto ci sono 180 pezzi), mentre dalle vetrine spuntano le bretelle e le penne doca di Vincenzo Bellini. Linventario sarà pronto a dicembre. Un tesoro difficile da gestire per gli esigui fondi a disposizione. Ma potrebbe decollare con la nascita del museo. Per realizzare il progetto «ci sono 9 milioni fermi alla Regione - dice Gregorio Angelini, direttore regionale per i Beni culturali -. Contiamo di partire con la progettazione entro dicembre». Si pensa a un percorso museale che attraversi listituto senza interferire con la didattica. Intanto però bisogna fare i conti con una biblioteca che ha lo svantaggio «di essere scolastica» spiegano il direttore del Conservatorio, Patrizio Marrone, e il presidente Antonio Falconio. Il ministero dellIstruzione, a cui fa capo, a breve rispedirà nelle sedi di appartenenza i due bibliotecari distaccati. «Comune, Provincia e Regione - aggiunge Marrone - devono scendere in campo per sfruttare un potenziale enorme per il territorio». Nonostante le difficoltà, sul web ci sono già 1 milione e 500 mila scatti che riproducono i manoscritti autografi, e nellistituto si predispone un collegamento wireless mentre si lavora a un nuovo portale.