Degrado delle vestigia per colpa dei cittadini, i progetti di Milesi per valorizzare il patrimonio Fano Solitamente a salire alla ribalta della cronaca sono le mura romane, patrimonio archeologico fanese di grande valore che richiede di essere preservato dall'azione disgregante degli agenti atmosferici e dall'inquinamento, nonché dalle scritte vandaliche tracciate con vernici di vario colore, ma anche le mura malatestiane non sono da meno. Purtroppo solo un piccolo tratto di queste ha potuto essere restaurato a dovere: quello posto allo scoperto dalla demolizione dei capannoni del Carnevale, che hanno ceduto il posto al parcheggio Sferisterio. Il resto deturpato dalla vicinanza della ferrovia ha poche chance per essere valorizzato. E proprio questo tratto appare soggetto in questi ultimi tempi ad azioni di degrado che poco hanno a che fare con l'usura del tempo e l'azione degli agenti inquinanti e molto invece con azioni vandaliche. Ampi tratti di mura sovrastanti il terrapieno che si spinge dall'incrocio di via Montevecchio alle scalette di via Cristoforo Colombo, appaiono sbriciolati dal furto di mattoni antichi che ha provocato ampi squarci sia in prossimità delle antiche feritoie che sugli spalti stessi. La prassi non è nuova: qualcuno infatti si è costruito in passato, un bel caminetto con i mattoni prelevati dalla scalinata di Sant'Agostino e dal complesso conventuale che nasconde reperti di epoca romana. E' un vero peccato che siano i cittadini stessi o per proprio tornaconto o per ignoranza a deturpare i monumenti più rappresentativi della città. Le stesse mura romane non si sono salvate dalle scritte tracciate con le bombolette spray. Eppure, vuoi per eventi fortuiti, vuoi per ricerche mirate, il centro storico di Fano, così come il territorio circostante non cessa di rivelare i segni della sua storia. Il professor Francesco Milesi, tra i suoi incarichi, ha ricevuto anche quello di realizzare l'illuminazione delle mura romane, per la quale è in contatto con possibili sponsor, inoltre è in avanzata fase di progettazione il nuovo museo della città, dall'epoca preistorica a quella romana, che dovrebbe insediarsi nel capannone dell'ex filanda nei pressi dell'area dove è venuto alla luce il teatro romano. Tra l'altro sono in fase di elaborazione i pannelli didascalici che dovrebbero illustrare, in particolar modo alle scolaresche, l'evoluzione dell'agglomerato urbano dell'insediamento fanese, da semplice villaggio di capanne alla Colonia Iulia Fanestris. Il recente rinvenimento di ciò che rimane del torrione romano di Porta Giulia, sta sollevando numerosi interessi per la valorizzazione di tutto il largo, dove si trovano reminiscenze dell'epoca imperiale, di quella medioevale, fino alle demolizioni ottocentesche. Massimo Foghetti,
FANO - Rubano i mattoni delle mura storiche
Le mura romane e malatestiane di Fano sono state danneggiate dai cittadini, con la perdita di mattoni antichi e scritte vandaliche. Solo un piccolo tratto delle mura romane è stato restaurato, mentre il resto è stato danneggiato dalla vicinanza della ferrovia. I cittadini hanno anche rubato mattoni antichi per costruire caminetti e altri edifici. Il professor Francesco Milesi sta lavorando per illuminare le mura romane e realizzare un nuovo museo della città, che dovrebbe insediarsi nel capannone dell'ex filanda. I pannelli didascalici per il museo stanno per essere elaborati per illustrare l'evoluzione dell'agglomerato urbano fanese.
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