Ufficializzato il passaggio dallo Stato, più fondi alla Soprintendenza per gestire i siti il teatro greco L'area archeologica di Siracusa passa dalle mani dello Stato a quelle della Regione. Un passaggio previsto nell'ambito della riforma federalista che è stato ufficializzato a Palermo, nella sede della presidenza della Regione, dove si è riunita la Commissione paritetica Stato-Regione. Un incontro presieduto dai professori Lo Verde, in rappresentanza della Regione, e Pitruzzello per lo Stato, che hanno trattato il tema del trasferimento di beni immobili dallo Stato alla Regione approvando un primo elenco di opere di natura storico-artistica tra cui, per l'appunto, l'area archeologica di Siracusa. Il Teatro greco, dunque, e i tesori della Neapolis. Ma anche i vari siti che fanno parte dell'area archeologica della città e che saranno gestiti direttamente dalla Soprintendenza e non più, come accaduto sino a questo momento, dal ministero ai Beni culturali e poi dalla Regione. L'elenco verrà inviato al consiglio dei Ministri per la definita deliberazione e quindi la messa in atto. Ma come si traduce questa nuova gestione in termini pratici? La differenza rispetto al passato non è poi molta, come spiegano dagli uffici palermitani dell'assessorato regionale ai Beni culturali. La Sicilia, infatti, in virtù dello statuto speciale ha sempre avuto una profonda autonomia in termini di gestione dei propri beni storico-culturali e paesaggistico-ambientali. Ma il fatto che i beni archeologici siano adesso di «proprietà» della Regione, modifica il concetto stesso della loro gestione. L'ente regionale, infatti, e di conseguenza la Soprintendenza aretusea avrà maggiori responsabilità. Il nuovo assetto comporterà alcuni oneri amministrativi ed economici che dovranno essere assunti dalla Soprintendenza, oggi retta da Concetta Ciurcina, oltre che dalla responsabile dell'area archeologica aretusea, che è Amalia Mastelloni, il tutto nell'ottica della riorganizzazione del settore disegnata dall'ex assessore Armao. Inoltre, essendo il territorio siracusano tra le province con il maggior numero di siti archeologici, ciò implica la necessità di un'attenzione particolare da parte della Regione nei confronti di Siracusa. Che si traduce anche in maggiori stanziamenti di fondi. Oltre ai beni della città, sono in lista, per il transito dallo Stato alla Regione come previsto dal federalismo demaniale, anche altri siti di capitale importanza quali Thapsos, il castello Svevo di Augusta, gli ipogei e le caserme oggi esclusi dal primo elenco di siti che dal demanio statale passeranno a quello dell'Isola. 11102010
SICILIA - federalismo demaniale. L'area archeologica è della Regione
La Regione Sicilia ha ufficializzato il passaggio dallo Stato alla proprietà dei siti archeologici di Siracusa, tra cui il Teatro greco, grazie alla riforma federalista. La Commissione paritetica Stato-Regione ha approvato un elenco di opere di natura storico-artistica, che verrà inviato al Consiglio dei Ministri per la definitiva deliberazione. La Soprintendenza, ora gestita dalla Regione, avrà maggiori responsabilità nella gestione dei beni archeologici. Ciò comporterà oneri amministrativi ed economici, ma la Regione ha già previsto maggiori stanziamenti di fondi per il territorio siracusano, che è tra le province con il maggior numero di siti archeologici.
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