Da Rosanna Bocchieri, della Fondazione Teatro Carlo Terron, riceviamo e pubblichiamo. «Si deve tornare alla candela o al lumicino ad olio? Questa è la domanda che ci siamo posti alla presentazione del piano paesaggistico esposto nel Consiglio comunale aperto. Il piano paesistico è caratterizzato da aree gialle, verdi, rosse, bianche che delimitano il territorio ibleo e lo "musealizzano": le aree bianche a ridosso del litorale marino non sono penalizzate da vincoli e restrizioni che ne impediscono lo sviluppo e il progresso come quelle rosse, verdi e gialle, condensate nelle zone di Ragusa, Modica, Scicli, Giarratana, Monterosso, Acate, Chiaramente, Ispica, Pozzallo, Vittoria, con una concezione di mummificazione del tessuto vivo delle categorie produttive che in questo territorio operano. Economia, operatori turistici e operatori agricoli, i penalizzati di questo piano approvato dalla Regione e partorito dalla Soprintendenza ai Beni culturali, senza aver consultato le categorie di settore. Guai ad affidare un territorio agli architetti, senza voler polemizzare con il benemerito Ordine degli architetti, che nel tentativo di preservarlo secondo una discutibile concezione di bellezza lo bloccano "di fatto" nelle sue potenzialità di sviluppo, a differenza di altri territori siciliani dove tutte le fonti di energia, complessi turistici, attività agricole sono consentiti. Che i beni culturali, le zone archeologiche siano protetti e preservati ci sembra un fatto ovvio ma che un territorio intero venga messo in ginocchio da visioni idealistiche ed utopiche ci sembra grave. Si possono costruire alberghi nelle periferie delle città e fare qui impianti fotovoltaici ad esempio, così i turisti, affacciandosi dalle finestre hanno un bel panorama: qual è il criterio? Nei litorali si possono costruire impianti fotovoltaici: il nostro territorio ha un litorale invidiato da tutta l'Italia che consente l'arrivo massiccio di turisti che lo vedrebbero deturpato: qual è il criterio di fondo di questo piano? Le serre scompariranno, dovremo chiedere anche se coltivare prezzemolo o basilico. Ci si chiede se questo territorio debba morire oppure manifestare per bloccare questo piano e dimostrare che non siamo servi sciocchi di un potere che essenzialmente non ci ha a cuore». 11102010
SICILIA - Piano paesistico L'adozione è uno scandalo
Il piano paesistico esposto al Consiglio comunale aperto prevede aree gialle, verdi, rosse, bianche che delimitano il territorio ibleo. Le aree bianche a ridosso del litorale marino non sono penalizzate da vincoli e restrizioni, mentre le aree rosse, verdi e gialle sono condensate nelle zone di Ragusa, Modica, Scicli, Giarratana, Monterosso, Acate, Chiaramente, Ispica, Pozzallo, Vittoria. Questo piano è stato approvato dalla Regione e dalla Soprintendenza ai Beni culturali senza aver consultato le categorie di settore. Gli operatori turistici e agricoli del territorio si sentono penalizzati e chiedono di bloccare il piano.
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