"Potremo riammirare i dipinti del soffitto di Francesco Galante Antonio Bresciani Vincenzo Ciardo e Alberto Chiancone" Quando Ferdinando Fuga lo progetta, nel 1768, il Teatro di Corte inizia unattività che lo porterà intatto fino al secondo conflitto mondiale. Il 4 agosto 1943 su Palazzo Reale una bomba determina la rovina del soffitto dipinto, del palcoscenico e di gran parte delle decorazioni. Alla distruzione definitiva penserà il governo militare alleato, che per allietare i suoi soldati durante loccupazione lo trasforma in una bella sala cinematografica. La riapertura del Teatro di Corte, grazie al primo restauro completo effettuato dopo la ricostruzione postbellica degli anni Cinquanta, è stata festeggiata ieri da Stefano Gizzi, sovrintendente per i Beni architettonici insieme al suo direttore regionale Gregorio Angelini, Salvatore Nastasi (commissario straordinario del San Carlo) e Rosanna Purchia (sovrintendente del lirico napoletano). «Il restauro del Teatro di Corte arriva dopo la fine in tempi record dei lavori e del collaudo definitivo del San Carlo», sottolinea Nastasi, «pronto per essere restituito alla città di Napoli e ad unattività teatrale strutturata». Realizzato con fondi del ministero per i Beni culturali, della Compagnia di San Paolo e del San Carlo, «il restauro ha riproposto la struttura settecentesca, già ricostruita nel 1950-54, nel suo prezioso insieme», spiega Patrizia Di Maggio, che ha diretto i lavori dal punto di vista dei beni storico-artistici e scenotecnica. «Potremo riammirare gioielli come i dipinti del soffitto di Francesco Galante, Antonio Bresciani, Vincenzo Ciardo e Alberto Chiancone oltre ai putti musicanti di Cesare Maria Cristini e ancora le statue in cartapesta di Angelo Viva raffiguranti le Muse con Minerva, Apollo e Mercurio». Molti gli interventi migliorativi: dal sistema di ancoraggio del piano di graticcia alle capriate al restyling della pedana girevole e delle due quinte mobili. Giovanni Girosi aveva 26 anni quando il San Carlo lo chiamò a firmare la sua prima scenografia, oggi firma il restauro della torre scenica, entrando a far parte di una équipe che ha mantenuto limpegno di consegnare il lavoro nei tempi concordati: «Abbiamo restituito alla città un teatro pronto a ricevere qualsiasi tipo di spettacolo proporzionato alle dimensioni del boccascena. Come ci siamo riusciti? Mantenendo viva la tradizione con lefficienza e linnovazione delle moderne tecnologie». Molti gli esperti coinvolti: da Laura Giusti e Renato DAniello a Catello Pisanetti e Carlo Caracciolo, da Mimmo Trisciuoglio a Monica Pisani. Alla fine tutti al Giardino Romantico a vedere "Prova dorchestra" di Mimmo Paladino, realizzata grazie al contributo di Bnl Gruppo Bnp Paribas, che si muove sulla superficie della nuova sala prove "come se un movimento tellurico provocato dalla musica avesse generato una nuova montagna, dalla quale si sprigiona un gruppo di cavalli, in fusione di alluminio". Una metafora del nuovo San Carlo.