Se le guardi da lontano, ti sembra di vedere delle bianche vele elegantemente disegnate in filigrana da un chiaroscuro orizzontale degradante dal centro alle estremità dellimmagine. Viste da vicino e allinterno, sono materiali edili in abbandono. Sogno e incubo, a un tempo, della comunità che le volle realizzare. Quando, allinizio degli anni Sessanta, progettò le Vele, Franz Di Salvo pensò a dei megaorganismi segnati da una continuità di percorsi, non solo allinterno dogni "unità dabitazione", come egli le chiamava, ma anche attraverso collegamenti inter-residenziali a quote diverse. Unidea di città alternativa che rimandava al movimento megastrutturalista degli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, a sua volta originato dai principi di Le Corbusier poi concretizzati nella realizzazione delle Unità dabitazione. Principi provenienti dalle teorie dibattute nei congressi Ciam del 1929 a Francoforte e dellanno successivo a Bruxelles: la riduzione della cellula abitativa al minimo necessario, con risparmio dello spazio privato a vantaggio di quello pubblico; la razionalizzazione degli elementi strutturali e costruttivi; il conseguente risparmio dei costi di produzione. A Scampìa, dove non cera contesto storico, né civile, né sociale, né naturale, avremmo avuto unarchitettura che sarebbe stata anche contesto. E, contemporaneamente, una testimonianza qualificata della cultura europea. Ma lopera di Di Salvo, comè noto, è stata tradita nella tecnologia strutturale; nella maggiore densità abitativa assegnata a ogni edificio, essendo ridotto il numero di quelli originariamente previsti; nella conseguente modifica della forma delle cellule, con restringimento dei lunghi canyon residenziali attraversati a più livelli dalle strade interne, rese così più buie; nella chiusura dei piani terra, che avrebbero dovuto essere liberi, staccando gli edifici dal suolo; nella eliminazione di tutte le attrezzature urbane e sociali previste dal progetto originario; nella conversione degli spazi pubblici in privati. Sembra che, per qualsiasi inizio di una nuova vita, non si possa fare a meno di demolirle. Ma se fu uno sbaglio ritenere che "le case" senza servizi e attrezzature fossero sufficienti per una nuova prospettiva di sviluppo urbano, non è uno sbaglio credere che basti demolirle per avere un futuro migliore? E, per lo stesso motivo, non è uno sbaglio demonizzare unidea di tutela che, in mancanza di quanto non realizzato, non può che riferirsi ancora allarchitettura superstite di quelle "case"? Lidea, che parte da un aspetto esclusivamente culturale, è una provocazione perché non esclude, anzi impone linderogabile necessità di considerare sincronicamente il territorio nella sua complessità sociale, economica, produttiva, aspetti che non riguardano le competenze della Soprintendenza, ma qui più che altrove costituiscono le premesse indispensabili allazione di tutela. Le Vele, nel bene e nel male, abitano la fantasia dogni napoletano, sono unicona dellarchitettura internazionale e, alla pari daltre opere appartenenti alla cosiddetta poetica della "grande dimensione", fanno parte della storia dellarchitettura. Unurbanizzazione retroattiva che ne includesse il totale o parziale recupero, impegnativa e onerosa alla pari di un intervento di radicale innovazione, vi troverebbe limmagine-simbolo di una comunità capace di cambiare il proprio futuro. Ma vincolare questi simulacri urbani nello stato in cui si trovano è, evidentemente, possibile se ci sono volontà e prospettive economiche - non semplicemente risorse finanziarie - per realizzare le opere necessarie, da concordare preventivamente tra le istituzioni e indicare, nei modi opportuni, anche nel famigerato "vincolo". Questo strumento, dal carattere prevalentemente coercitivo, si riconvertirebbe anchesso accogliendo dei "principi attivi", come una medicina che contenga degli enzimi, a patto che il malato, che non sono le Vele, ma la comunità che le ha mal realizzate, voglia realmente guarire.
la Repubblica
12 Ottobre 2010
NAPOLI - IL DESTINO DELLE "VELE"
UG
Ugo Carughi
la Repubblica
Franz Di Salvo progettò le Vele a Scampìa negli anni Sessanta. Le Vele erano megaorganismi con continuità di percorsi allinterno e attraverso collegamenti inter-residenziali. Il progetto era ispirato ai principi di Le Corbusier e mirava a ridurre la cellula abitativa al minimo necessario. Tuttavia, la tecnologia strutturale non fu realizzata come previsto, e il progetto fu modificato. Le Vele furono costruite con una maggiore densità abitativa e con la chiusura dei piani terra, eliminando gli spazi pubblici e le attrezzature urbane.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
la Repubblica · 13 Set 2006
Locale e globale nei Beni culturali
la Repubblica · 12 Feb 2007
NAPOLI. Vermeer non abita ai Quartieri
la Repubblica · 19 Lug 2009
NAPOLI - Proposte per il recupero del centro storico. La libera fantasia applicata ai ruderi
la Repubblica · 16 Dic 2009
NAPOLI - Palazzo Reale. Le necessità del centro storico
la Repubblica · 3 Giu 2011
NAPOLI - Ora la tutela spetta solo agli edifici pubblici con più di settantanni. Si potrà distruggere lo stadio San Paolo
la Repubblica · 8 Lug 2011
NAPOLI - architettura quali concorsi
la Repubblica · 21 Feb 2012
CAMPANIA - ma Torre Ranieri non è speculazione
la Repubblica · 10 Feb 2013
NAPOLI - LE CHIESE REGALATE ALLA VITA
la Repubblica · 17 Ago 2014
NAPOLI - Il San Paolo ridotto a ferraglia
la Repubblica · 9 Ott 2014
I VINCOLI AI NEGOZI STORICI
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
il Sole 24 Ore · 12 Ott 2008
BENI CULTURALI - Proserpina sta bene in salotto
la Repubblica · 14 Ott 2008
BOLOGNA - Un posto a Bruxelles o in Regione il Pd di Genova e il rebus Cofferati
la Repubblica · 14 Ott 2008
PALERMO: l'accusa di La Cecla sulla città patinata
la Repubblica · 15 Ott 2008
CAMPANIA - Dove si scatenò la furia del Vesuvio
la Repubblica · 16 Ott 2008
BRESCIA - Quella pittura incendiata più vera del vero
Il Sardegna · 16 Ott 2008
La Regione cerca una via d'uscita dall'accordo sul colle conteso
L'Unione Sarda · 16 Ott 2008
SARDEGNA - Cultura, Cagliari capitale europea
Il Mattino · 18 Ott 2008
CAMPANIA - ricerca su resti pomepiani e dna
la Repubblica · 20 Ott 2008
ROMA - San Giacomo, lospedale non può essere venduto
la Repubblica · 21 Ott 2008
SICILIA - il mosaico di Carini, fine di un'odissea
la Repubblica · 21 Ott 2008
BARI - Petruzzelli, ora spunta il diktat dellorchestra
Il Tirreno · 22 Ott 2008
PISA. Nasce una task force per salvare i beni culturali a rischio
Il Mattino · 21 Ott 2008
CAMPANIA - ISCHIA. Giù le prime costruzioni abusive
Il Mattino · 21 Ott 2008
CAMPANIA - Piano di Sorrento. Partono le procedure per la demolizione di venti fabbricati abusivi
Il Mattino · 22 Ott 2008
CAMPANIA - Ischia. Scocca l'ora delle demolizioni per l'edilizia fuorilegge?
Il Mattino · 22 Ott 2008
CAMPANIA - altro viaggio di Berlusconi in Campania
Il Tirreno · 24 Ott 2008
TOSCANA-PONTEDERA.Task-force per salvare le opere d'arte
il Sole 24 Ore · 27 Ott 2008
Dieta obbligata per i ministeri
il Sole 24 Ore · 27 Ott 2008
Immobili nel piano vendite
la Repubblica · 28 Ott 2008
TORINO - Pinacoteca Agnelli. Dalle asce preistoriche ai capolavori di Warhol le straordinarie collezioni di Bischofberger