Mi riferisco allintervento di Giulio Pane su Repubblica del 7 ottobre "Centro storico, una domanda allambasciatore Caruso" con riferimento al Piano di gestione che il Comune sta redigendo con Unesco, ministero dei Beni culturali e Soprintendenza. In realtà le domande erano in numero molto superiore allunità e a esse Caruso non può rispondere perché non pertinenti al suo ruolo di delegato del Comune di Napoli ai rapporti con Unesco. Egli era intervenuto sul giornale solo perché citato nellestemporanea intervista di Guido Donatone al presidente Caldoro. Questi aveva affermato che anche Unesco condivideva le perplessità sul programma di restauri approntato dal Comune e provvisoriamente sospeso dalla Regione. Unesco, viceversa, come ha scritto Caruso, ha sempre condiviso e approvato i documenti progettuali del Comune. Ma Giulio Pane va oltre e pone a Caruso una serie di domande riconducibili a due ordini di questioni: linformazione sullo stato di avanzamento del Piano di gestione e i criteri di scelta degli esperti Unesco. Con tutta evidenza, sono questioni politiche e organizzative e come tali riguardano interlocutori diversi. Queste, di seguito, le spiegazioni che Giulio Pane chiedeva, ma alla persona sbagliata. I lavori di redazione del Piano di gestione procedono secondo il programma stabilito a Parigi nel febbraio di questanno tra il direttore generale Unesco, Regione e Comune di Napoli. È il primo e per ora unico caso di collaborazione tra un ente locale e Unesco che si rapporta sempre con i livelli governativi degli Stati. Non vè alcuna ambiguità tra controllore e controllato, come adombra Pane laddove afferma che Unesco dovrà controllare un Piano che esso stesso contribuisce a elaborare. Non è così. La convenzione è stata fatta con il Centro del patrimonio, che è un organismo direttivo. La valutazione sarà fatta a Siviglia nel giugno 2011 dal Comitato mondiale del patrimonio, che è un organismo intergovernativo composto dai rappresentanti di 22 nazioni scelte sulle 192 aderenti a Unesco. Nel calendario delle attività, è prevista la consegna di una bozza di Piano per la metà di novembre da parte degli esperti incaricati. Si aprirà a quel punto un ampio confronto con la città fino alla seconda metà di dicembre. A gennaio la stesura della bozza definitiva e a febbraio, come da accordo sottoscritto a Parigi, la consegna a Unesco. Che su argomenti del genere il confronto con la città non sia un frettoloso rituale è dimostrato dagli oltre venti incontri pubblici organizzati tra giugno e settembre 2009 sul Piu Europa Centro storico Unesco di Napoli e sulle 240 manifestazioni di interesse che ne derivarono. Sono state tutte istruite, discusse e valutate. Il risultato lo si può leggere sul sito del Comune di Napoli. Così fu allora e così sarà per il Piano di gestione. Gli esperti Unesco che stanno affiancando i consulenti e gli uffici del Comune sono: Antony Gad Bigio della Banca Mondiale, Jukka Jokhileto e Joseph King dellIccrom; Heleni Porfyriou del Cnr, Jade Tabet dellUniversità americana di Beirut, Massimo Marrelli dellUniversità Federico II, Walter Santagata del Politecnico di Torino, Daniele Pini dellUniversità di Ferrara, Maurizio Di Stefano dellIcomos, Irma Visalli consulente. Sono stati selezionati in particolare nei campi della conservazione del patrimonio, della gestione, dello sviluppo, del turismo, delleducazione, con laggiunta dei rappresentanti degli organismi internazionali di consulenza della stessa organizzazione parigina. Il coordinamento per Unesco è affidato a Lodovico Folin Calabi. Per il Comune di Napoli, la società Siti del Politecnico di Torino ha vinto una gara di evidenza pubblica per fornire studi e materiali propedeutici alla redazione del Piano. Sarà affiancata da Icomos Italia, da Sirena, dai servizi e dipartimenti del Comune, nonché da un ristretto numero di consulenti per aspetti specifici del Piano. Non vè una cabina di regia, ma un complesso (e per ora riuscito) coordinamento tra tutti i soggetti che stanno lavorando su questo tema, Unesco, Comune, Ministero, Soprintendenza. La vastità dellargomento richiede il concorso delle migliori energie intellettuali, disciplinari e professionali della città. Sono state coinvolte lo scorso anno nella già citata occasione del Piu Europa. Lo saranno anche ora, insieme al mondo delle associazioni e delle rappresentanze sociali. Lautore è assessore allEdilizia del Comune di Napoli