Entro l'anno Lecce avrà una soprintendenza mista (cioè architettura più arte). Mentre a Bari le due di settore (architettonica e artistica), depauperate del dominio su tutta la regione, dovranno gestire i rispettivi campi, ma "solo" dal capoluogo in su. Un colpo di penna e un colpo di mano, quello di Urbani. Anche perché del pacco regalo per Lecce rischia di rimanere solo il pacco. Dislocare più soprintendenze nella stessa regione consente di tutelare più da vicino il patrimonio. Bene. Ma i positivi innesti previsti dal ministero sono privi di linfa vitale. La riforma è a costo zero. E, per questo, riceverà molto probabilmente il via libera della corte dei Conti. Niente fondi in più (anzi, visti i tagli d'agosto, parecchi euro in meno) e nessuna assunzione in vista. A parte i piani alti, quali storici dell'arte, architetti e amministrati vi rimpolperanno lo sparuto manipolo di lavoratori che lavorano negli uffici del distaccamento leccese? Per convincere i dipendenti di Bari a trasferirsi volontariamente a Lecce,ci vorrà tutta l'affabilità del direttore regionale della Puglia, la nuova figura che la riforma ha messo al vertice delle soprintendenze, ossia l'architetto Gianmarco Jacobitti, già padrone di casa all'architettonica (Castello Svevo di Bari). Per ricevere soldi e attenzione da Roma, a Jacobitti dovranno fare ora riferimento il soprintendente all'archeologia, Giuseppe Andreassi, che continuerà a occuparsi di tutta la Puglia da Taranto; il suo collega per la storia dell'arte di Bari e Foggia (Salvatore Abita); quello per architettura e paesaggio della stessa zona (la poltrona è vacante); più il futuro soprintendente della mista di Lecce, che sarà, probabilmente, un architetto pugliese (per inciso, paradossalmente la soprintendenza per i beni librari e archivistici continuerà a bussare alla porta del ministero). A prima vista la soprintendenza storico artistica di Bari è l'ufficio che esce peggio dalla scissione firmata da Urbani (gestiva solo un museo, quello di Copertino, che ora passa giustamente sotto Lecce). Ma sarà tutta la macchina a doversi fermare se, oltre alla carrozzeria nuova di zecca, da Roma non arriverà anche il carburante.
Soprintendenze con la sorpresa. Da Bari a Lecce il ministero sdoppia gli uffici ma taglia i fondi
La regione Puglia avrà una soprintendenza mista per l'architettura e l'arte, con sede a Lecce. La soprintendenza storico artistica di Bari, che gestiva solo un museo, passerà sotto Lecce. La riforma è prevista per l'anno e sarà gestita dal direttore regionale della Puglia, Gianmarco Jacobitti. La soprintendenza di Lecce sarà composta da due figure: un architetto e un storico dell'arte. La riforma è prevista a costo zero e non prevede fondi in più o assunzioni. I dipendenti della soprintendenza di Bari dovranno trasferirsi volontariamente a Lecce. La riforma è stata firmata dal ministro dell'arte Urbani.
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