Il rilancio del turismo in Campania passa attraverso una inversione di rotta che coinvolga sempre di più i privati, affidando loro la gestione dei beni siti per dieci anni: è la proposta lanciata da Capri dall'assessore regionale Giuseppe De Mita. Questi ha criticato il modello seguito finora nei finanziamenti dei Pit, i piani territoriali: invece di spalmare i fondi in tutto il territorio senza una logica che non fosse solo il finanziamento a pioggia, ha osservato, occorreva individuare priorità e punti di forza su cui puntare per sviluppare gli attrattori turistici. E di qui l'invito a spingere per la presenza dei privati all'interno dei grandi attrattori in quanto - ha sottolineato l'assessore - il privato non deve essere visto in maniera negativa ma va coinvolto in un corretto rapporto che può consistere proprio nell'affido della gestione dei siti culturali per una decina d'anni e anche di più. CAPRI.«Cambio di passo delle attività dell'assessorato». Con questa premessa si è aperto l'intervento dell'assessore regionale al turismo Giuseppe De Mita al convegno «Un Manifesto per Capri» indetto dalle due amministrazioni isolane e da Federalberghi, Ascom e Capri Excellence. L'assessore regionale al turismo ha scelto la tribuna del centro dei Congressi isolani per lanciare precisi segnali all'intero comparto turistico. «Non ci saranno più cabine di regia - ha annunziato De Mita - anche se intendiamo muoverci nella logica dell'ascolto del territorio per avviare una valutazione critica sulle cose da fare ed anche la questione Capri sarà valutata all'interno delle problematiche che esistono nella Regione Campania». Dall'analisi del Censis, posta a base del confronto di ieri, emerge per De Mita «un modello-guida adattabile, rispetto alle cose da fare, all'intera regione». L'attenzione dell'assessore si è spostata sullo sviluppo delle aree e degli attrattori turistico-culturali criticando i metodi sinora adottati nell'erogazione delle risorse legate ai PIT per lo sviluppo dei territori. «Bisognava individuare - ha spiegato De Mita - quali fossero i veri attrattori esistenti nella nostra Regione, si è preferito invece spalmare i finanziamenti in tutto il territorio rinunciando ad una occasione irripetibile. Esistono nella nostra regione varie realtà territoriali per cui bisogna sempre tenere conto, superando i localismi, quali sono le priorità da adottare». Ma il punto forte del suo intervento riguarda la valorizzazione degli attrattori turistico-culturali. De Mita evita esempi. Ma è chiaro il suo riferimento ai siti archeologici (Pompei e Paestum), a parchi e riserve naturali, alle isole. De Mita indica una gestione in un futuro prossimo aperta all'ingresso dei privati. «Bisogna spingere per la presenza dei privati all'interno della gestione dei grandi attrattori culturali - ha detto De Mita - il privato non deve essere visto sempre in maniera negativa, anzi attraverso un corretto apporto, coinvolgendoli a lungo termine direttamente, pensando ad una media intorno ai dieci, dodici anni per quanto riguarda le gestioni dei siti di interesse culturale». A tal proposito l'assessore De Mita ha poi parlato di uno studio pubblicato da Unioncamere che indica che i turisti che vengono nella Regione Campania, per il 60 arrivano per visitare gli attrattori culturali ed ambientali, e quindi la loro tutela e una corretta gestione costituiscono un indotto importante per l'economia regionale turistica». Intervento incisivo anche sul ritardo che la Campania ha accumulato per l'approvazione della legge regionale sul turismo. «E' vero, siamo in ritardo - ha riconosciuto - ma la legge non la fa l'assessore, bensì il Consiglio regionale». Alla dichiarazione ha fatto seguito la promessa di tenere in vita i presidi territoriali, proprio perché la Campania non ha una specifica definizione territoriale, ma una composizione di realtà che fanno capo al proprio territorio. «L'Azienda di So a orno di Capri - ha promesso - sarà una di quelle che resteranno in vita, proprio perla sua peculiarità territoriale, che necessita di avere un presidio sull'isola. Capri é un paradigma ed è un mix di una quantità di aspetti diversi». Superare la stagionalità, fare sistema sul territorio: sono i tasti sui quali De Mita insiste indicando il percorso virtuoso da imboccare indicando la necessità della svolta. «Ci si muove sempre in direzione all'organizzazione dell'offerta turistica - ha detto - mentre secondo me bisogna muoversi sulla comprensione delle domande che muovono il turista a scegliere Capri e la Campania. Ed è in questa direzione che bisogna andare per tutelare il diritto di cittadinanza di ogni turista». Il sindaco di Capri a tale riguardo ha chiesto a De Mita di mettere in campo tutti gli interventi necessari per fare avviare i lavori di ampliamento sul porto commerciale, per i quali è previsto un finanziamento di 36 milioni di euro ed infine di affiancare l'amministrazione comunale per il rilascio della concessione trentennale per la gestione del porto turistico.