Centinaia di monzesi e numerose associazioni hanno manifestato contro il metodo usato. Appello del Comune perché intervenga sulla Regione Il bando per cedere a privati per 30 anni la villa reale di Monza così come è stato scritto non va. A sostenerlo centinaia di monzesi che ieri mattina hanno manifestato dinanzi alla reggia del Pier Marini con striscioni e volantini. Organizzato dal comitato Cederna e dal comitato il Parco, sostenuto anche da politici vicini al Pd, i manifestanti, tanta la gente comune, hanno chiesto all'amministrazione comunale di farsi carico per rivedere il bando predisposto da Infrastrutture Lombarde, il braccio economico operativo del Pirellone relativo alla ristrutturazione del corpo centrale della Villa. Bianca Montrasio presidente del comitato il Parco denuncia le molte incongruenze di questo documento, che di fatto esproprierebbe la città del suo monumento più rappresentativo, con vantaggi economici per chi si aggiudicherà l'appalto. Ricordiamo che per il recupero della villa, in passato la giunta del sindaco Paglia aveva proposto un concorso di idee. Alla fine la scelta cadde sul progetto firmato dall'architetto Carbonara. Uno studio della Bocconi aveva poi previsto interventi di spesa per 106 milioni di euro. Oggi si va a discutere del recupero di una parte della villa, il corpo centrale, con un capitolo di spesa di oltre 24 milioni di euro. Un bando che è arrivato a Monza senza passare dal consiglio comunale, che presenta, così come scritto non poche perplessità, a partire dall'affitto che dovrebbe percepire il comune, una somma annua di 30mila euro. L'assessore al parco Pierfranco Maffè non ha dubbi: «Se il bando fosse stato scritto dal Comune sarebbe uscito in modo diverso. Bisogna però riconoscere che è stato concepito per mettere a disposizione dei monzesi, della Brianza, della Lombardia, la parte eccellente della villa per Expo 2015». Maffè ricorda che il privato o i privati che si aggiudicheranno l'appalto dovranno rispettare tutta una serie di vincoli che da sempre gravano su questo monumento nazionale. Una struttura su cui vigila il ministero e la sovrintendenza ai beni architettonici. L'appalto, trentennale, prevede investimenti immediati per 4 milioni di euro più iva, oltre alla manutenzione ordinaria e straordinaria su tutto il corpo della villa. Il Comune di Monza potrà disporre delle sale e di altre strutture per 36 giorni l'anno ed inoltre in fase di bando i benefici per il Comune saranno molto più consistenti.
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A Monza, centinaia di monzesi e associazioni hanno manifestato contro il bando per la cessione della villa reale a privati per 30 anni. Il Comune ha chiesto all'Amministrazione Regionale di intervenire. Il bando prevede l'espropriazione della città del suo monumento più rappresentativo, con vantaggi economici per chi si aggiudicherà l'appalto. Il Comune aveva proposto un concorso di idee per il recupero della villa, ma il bando è stato concordato con un privato senza passare dal Consiglio Comunale. Il bando prevede un affitto annuale di 30mila euro per il Comune.
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