Polemiche a Firenze, Lucca, Viareggio. E Pisa è in cerca di un imprenditore Italia Nostra contesta il piano firmato dall'architetto Zavanella per ricostruire i "Pini" inserendo anche alberghi e negozi Se c'è una cosa che unisce Firenze, Lucca, Viareggio e Pisa sono le polemiche sui progetti per la costruzione dei nuovi stadi e delle relative cittadelle. Giusto l'altroieri, per rimanere al caso più clamoroso, Andrea Della Valle ha decretato che il capitolo Cittadella Viola, con annesso stadio e museo del calcio è chiuso per volontà della famiglia marchigiana. A Lucca gli azionisti della società rossonera (il presidente Giuliano Giuliani e la società Valore, rappresentata da Giovanni Valentini) hanno dato l'ultimatum al Comune chiedendo il via libera al progetto del nuovo Porta Elisa. A Viareggio, attorno all'opportunità di realizzare il nuovo Stadio dei Pini si confrontano sostenitori e detrattori e il presidente Stefano Dinelli attende di capire se l'operazione si potrà fare o meno. Un caso a parte è quello di Pisa, che non manca comunque di far divampare le polemiche. A Pisa, infatti, il consiglio comunale ha approvato la variante per permettere la costruzione del nuovo stadio nell'area di Montacchiello, nei pressi di Ospedaletto, con la contestuale possibilità di effettuare una lottizzazione nell'area dove sorge la gloriosa Arena Garibaldi, che andrebbe perciò demolita. A Pisa, quindi, c'è la variante, c'è la nuova area, ma manca il terzo ingrediente: l'imprenditore disposto ad effettuare l'investimento. Nel fiorentino il problema è rappresentato dagli spazi: il progetto della famiglia marchigiana prevede l'impiego di un'ottantina di ettari, un'area enorme se paragonata agli spazi disponibili a Nord Ovest. Oltre allo stadio progettato dall'architetto Massimiliano Fuksas, i Della Valle volevano realizzare un parco tematico del calcio, alberghi, un centro commerciale e un museo. A inizio mandato, il sindaco Renzi aveva indicato l'area di Castello come possibile localizzazione, senza però chiarire come conciliare la presenza abnorme di infrastrutture invasive e inquinanti come l'autostrada, l'aeroporto che oltretutto si vorrebbe potenziare, l'inceneritore, lo stadio e una serie di insediamenti di vario genere incompatibili per un'area così delicata e ristretta. E così, dopo l'aut aut del presidente della Regione Enrico Rossi, che ha esplicitato i limiti e i vincoli dettati dalla legge, i fratelli Della Valle si sono infuriati, esasperati da un estenuante balletto politico incomprensibile per degli imprenditori. A Lucca, invece, dopo l'ultimatum della proprietà della società di calcio, il consiglio affronterà (ma il punto è il quinto posto in un ordine del giorno assai rischioso per la prosecuzione della legislatura) la variante che dovrebbe permettere alla Lucchese di acquisire lo stadio e ristrutturare radicalmente il Porta Elisa. La società Valore e il presidente Giuliani vorrebbero demolire l'impianto, ad eccezione della tribuna centrale vincolata dalla Soprintendenza. Poi ci sarebbero alberghi, negozi e servizi da cui dovrebbero giungere le risorse per sostenere le spese di gestione della squadra che costa 150mila euro al mese. Anche lo stadio dei Pini a Viareggio andrebbe demolito e ricostruito sul posto per realizzare un impianto da 10mila spettatori, alberghi, negozi, ristoranti e altri servizi. Recentemente, è stato siglato un protocollo tra Comune e società per la cessione gratuita dello stadio, ma la strada si presenta accidentata: pochi giorni fa si è svolto un convegno di Italia Nostra che contesta il progetto, mentre sabato prossimo ce ne sarà un altro di tenore diverso. L'architetto Gino Zavanella, che ha progettato il nuovo stadio della Juventus e che firma il restyling dei Pini, sottolinea la necessità per le società di calcio di patrimonializzarsi attraverso la proprietà degli impianti ed evidenzia l'urgenza di modificare la filosofia con cui si usa lo stadio. «L'impianto deve essere utilizzato - spiega - non solo per assistere a una partita ogni due settimane, ma essere un luogo, con tutti i servizi annessi, nei quali i cittadini trovano gradevole trascorrere il proprio tempo. Nel caso specifico dei Pini, poi, l'intervento, con la presenza di servizi alberghieri, commerciali e legati al tempo libero, compensa lo squilibrio tra la Viareggio di serie A, quella a nord del Burlamacca, e quella di serie B». Di parere opposto gli ambientalisti. Nicola Caracciolo, vicepresidente nazionale di Italia Nostra, sottolinea come la sua associazione, in generale, non sia «contraria alla costruzione di nuovi stadi, ma alle colate di cemento connesse con questi progetti». Nello specifico, Antonio Dalle Mura evidenzia gli elevatissinmi rischi di congestione della zona. «Non solo noi siamo contrari a questa speculazione macroscopica - aggiunge - ma anche i commercianti e numerose società sportive».
TOSCANA - Nuovi stadi: tanti progetti, tutti fermi
In diverse città italiane, come Firenze, Lucca, Viareggio e Pisa, ci sono polemiche sui progetti per la costruzione di nuovi stadi e delle relative cittadelle. A Firenze, il progetto dei fratelli Della Valle prevede la costruzione di un nuovo stadio e di un parco tematico del calcio, ma gli ambientalisti si oppongono alle colate di cemento. A Lucca, il consiglio comunale affronterà la variante che dovrebbe permettere alla Lucchese di acquisire lo stadio e ristrutturare radicalmente il Porta Elisa. A Viareggio, il progetto per il nuovo Stadio dei Pini è stato contestato da Italia Nostra, che chiede di modificare la filosofia con cui si usa lo stadio.
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