Una "sirena" trovata ad Arcille Un fossile di 5 milioni di anni fa spuntato in un campo ad Arcille. Il cranio, le zanne anteriori, la mandibola, oltre a diverse costole, alcune vertebre e parte degli arti anteriori. Resti fossili che fanno pensare al Metaxytherium subappenninum, un sirenide che ha popolato i nostri mari durante l'era del Pliocene, da tre a cinque milioni di anni fa. Semplificando, e sognando anche un po', i resti del fossile hanno fatto venire in mente, per il suo genere di appartenenza, ad una sirena. Ma la scoperta è molto più seria. I resti trovati nella campagna di Arcille appartengono al progenitore dello squalo. È stato Simone Casati, scopritore di fossili del Gruppo Avis Mineralogia e Paleontologia di Scandicci, a notare alcuni frammenti di ossa in un campo di Arcille a pochi chilometri da Grosseto. Un ritrovamento che è stato fatto qualche mese fa. Ma Casati, prima di raccontare quest'altra fantastica scoperta, ha voluto essere sicuro che proprio di un sirenide si trattasse. Le analisi sono state condotte dal Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Pisa, che è stato subito coinvolto nelle ricerche, per verificare se si trattasse di frammenti isolati o se nel sottosuolo si nascondesse uno scheletro intero. Ritrovamento che è stato fatto utilizzando il Georadar, uno strumento che invia impulsi elettromagnetici nel terreno e dalla loro riflessione ricava una sorta di radiografia del sottosuolo che evidenzia le eventuali anomalie presenti, cioè i corpi estranei, che potrebbero essere anche dei fossili. I risultati dell'indagine sono stati sorprendenti: hanno permesso, non solo di individuare la presenza dello scheletro, ma di determinarne le dimensioni e la profondità di seppellimento. Casati infatti, già lo scorso anno nello stesso appezzamento di terreno aveva trovato alcuni frammenti fossili di uno scheletro di Metaxytherium subapenninum e ha deciso di continuare a scavare. Il recupero è stato effettuato dal Museo di Storia Naturale e del Territorio dell'Università di Pisa in collaborazione con il Gruppo Avis Mineralogia e Paleontologia di Scandicci, in provincia di Firenze, il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Universit di Pisa, la Soprintendenza Archeologica della Toscana e il Comune di Campagnatico. Come i sirenii attuali (il dugongo e il lamantino), Metaxytherium subapenninum era un mammifero marino che viveva in acque calde e costiere, nutrendosi di piante marine. Fra.Go. LA SCOPERTA. Ad Arcille sono stati trovati i resti fossili del progenitore dello squalo che abitava i mari della costa nel periodo del Pliocene, fino a cinque milioni di anni fa. Il Comune dedicherà una sala del museo allo straordinario ritrovamento L'EQUIPE. È stato Simone Casati a voler continuare le ricerche nel terreno di Arcille dove già qualche mese fa erano venuti alla luce altri resti fossili che facevano pensare alla presenza di un intero scheletro di sirenide
TOSCANA - CAMPAGNATICO. Ecco i resti fossili del progenitore dello squalo, viveva 5 milioni di anni fa
Un gruppo di ricercatori ha scoperto i resti fossili di un mammifero marino che abitava i mari della costa nel periodo del Pliocene, fino a cinque milioni di anni fa. I resti, trovati in una campagna di Arcille, appartengono al progenitore dello squalo. La scoperta è stata effettuata grazie al Georadar, uno strumento che invia impulsi elettromagnetici nel terreno e dalla loro riflessione ricava una sorta di radiografia del sottosuolo. I resti includono il cranio, le zanne anteriori, la mandibola, diverse costole, alcune vertebre e parte degli arti anteriori.
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