I comuni di Erice, Cefalù e Taormina hanno aderito alla proposta del sindaco di Sciacca di istituire un ticket turistico d'ingresso alle città. Le tre amministrazioni sono d'accordo sulla costituzione di un coordinamento di città siciliane a" prevalente economia turistica per chiedere al governo nazionale che la norma venga introdotta con la legge finanziaria. L'iniziativa dovrebbe servire ad affrontare la congiuntura negativa di quest'anno nonché ad affrontare i maggiori costi derivanti dai servizi forniti ai turisti. La proposta del sindaco di Sciacca, Mario Turturici, era stata avanzata in vista di una iniziativa di legge regionale, ma palazzo d'Orléans ha dichiarato la sua incompetenza a trattare la materia. Da qui la decisione di portarla avanti a livello nazionale. «Non si può disconoscere», spiega Turturici a Mf Sicilia, «che i costi delle città turisti-che superano di gran lunga quelli di una città normale. Da qui la necessità, per non chiedere altri soldi allo stato, di istituire una forma di autofinanziamento efficace e in grado di dare ossigeno ai bilanci comunali, purtroppo sempre più deficitari». II riferimento del sindaco di Sciacca è, tra l'altro, ai sempre più scarsi trasferimenti di fondi regionali e nazionali. Partendo da queste premesse, il sindaco di Sciacca ha invitato alcuni colleghi dei comuni vicini a partecipare a un incontro per creare le condizioni per un approfondimento del progetto. I comuni invitati sono 19: Acireale, Lipari, Agrigento, Ali Terme, Caltagirone, Capo D'Orlando, Castelvetrano, Terme Vigliatore, Catania, Favignana, Giardini Naxos, Marsala, Noto, Lampedusa, Palermo, Siracusa, Erice, Cefalù e Taormina, ma a oggi hanno aderito alla proposta solamente Erice, Cefalù e Taormina, che pur essendo tre realtà di punta del turismo siciliano, tuttavia da sole non possono essere determinanti. Si sostiene che il numero indispensabile per portare avanti la proposta debba essere non inferiore al 50 delle località turistiche siciliane. A livello nazionale l'iniziativa del sindaco Turturici avrebbe incontrato la disponibilità del deputato Udeur di Sciacca, Nuccio Cusumano, mentre il sottosegretario ai beni culturali, Nicola Bono, si è dichiarato contrario sulla opportunità della proposta. «L'istituzione di un ticket per entrare nelle città turistiche», ha tenuto a sottolineare il sottosegretario Bono, «sarebbe un grave errore, perché è una misura che non risolve i problemi di gestione dei luoghi di eccellenza della Sicilia e del paese, ma al contrario crea un sentimento di comprensibile vessazione da parte dei turisti stessi, allontanandoli da quelle destinazioni che dovessero prevedere tale restrittiva misura». Il sottosegretario Bono ha rilevato inoltre come «tra i fattori più rilevanti della flessione del turismo c'è l'eccessivo aumento dei costi, che spaventa il turista più di ogni altra cosa, quindi il pagamento di un ticket di ingresso appare sbagliato e addirittura controproducente. Un'azione simile significherebbe ritornare ai dazi doganali del medioevo che, come risultato concreto, non avrebbe quello di razionalizzare il flusso turistico, ma solo quello, molto grave, di rendere meno fruibili le nostre bellissime città d'arte».