ROMA Una manovra da 24 miliardi, per ridurre il deficit del 2005 al 2,7 del Pil, contro un "tendenziale" del 4,4 per cento. Una manovra, quella varata ieri sera dal Consiglio dei ministri, composta per 9.5 miliardi da risparmi di spesa, 7,5 da nuove entrate e 7 da dismissioni, che ha il suo asse portante nell'imposizione del tetto del 2 all'intera spesa del 2005, con l'esclusione della previdenza e delle prestazioni sociali. Limite che varrà per ciascuno degli anni 2005-2007, «in relazione alla previsioni aggiornate indicale nella Relazione previsionale dell'anno precedente». «Non tagli ma tetti», ha spiegato il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco al termine del Consiglio. «Né tagli né stangate», ha aggiunto Silvio Berlusconi. «il clima è stato buono e costruttivo, spero che continui lo spirito bipartisan». Nel 2005 il Governo punta a riportare in attivo il saldo corrente, così da ricorrere all'indebitamento solo per finanziare nuovi investimenti. Per gli interventi in direzione della crescita, compresi i tagli fiscali, si rinvia invece al provvedimento "agganciato" alla manovra che sarà approvato nelle prossime settimane, «certamente entro il 31 dicembre», ha annunciato Siniscalco. «Non mi aspetto che la Finanziaria sia rose e fiori. È stata costruita con semplicità ed equità». La manovra, ha aggiunto il ministro, «è stata approvata all'unanimità. È la base per fare una vera politica economica». 11 taglio delle tasse per 6 miliardi «è nelle intenzioni del Governo, ma deve essere discusso e deliberato». E Berlusconi ha aggiunto: «L'obiettivo è di portare la pressione fiscale sotto il 40 per cento», ma ancora non è stato deciso con quale strumento ridurre le tasse nel 2005. Nel 2006 dovrebbe scattare un altre modulo da 6 miliardi. Per gli enti locali e le Regioni, la stretta sui trasferimenti appare corposa: si va dall'imposizione del tetto del 4.8 (con base 2003), che passa al 2 nel 2006-2007 sia per le spese correnti che per gli investimenti. Si potrà eccedere tale limite, ma solo a fronte di nuove entrate che derivino da maggiorazioni di aliquote, imposte e tasse locali. Dal 2006 scatteranno le sanzioni per gli enti locali che non rispetteranno i vincoli stabiliti. Il monitoraggio sarà costante: il mancato rispetto degli obiettivi trimestrali e semestrali comporterà «il riassorbimento dello scostamento» attraverso un intervento sui pagamenti». Lo sblocco delle addizionali Irpef congelate nel 2003 e 2004 prelude con ogni probabilità a un incremento della tassazione locale, e per le Regioni si avvia la compartecipazione all'Iva. «Questo Governo ha spiegato Siniscalco non ritiene che la finanza locale possa essere solo derivata». Poi ancora: blocco del turn over e stretta sulle collaborazioni, tetto del 13 alla spesa farmaceutica sul totale delle uscite di competenza della sanità. Per i contratti pubblici il Governo è disposto a mettere sul piatto incrementi pari a 56 milioni, pari al 3,7, cifra giudicata del tutto insufficiente dai sindacati. Per gli investimenti, il Governo è pronto a stanziare 12,3 miliardi di investimenti, l'85 dei quali andrà al Mezzogiorno: i relativi interventi saranno inseriti nel Ddl sulla competitività che verrà approvato nei prossimi giorni. Dal tetto del 2 saranno esentati «gli organi costituzionali», ma anche i trasferimenti all'Unione europea e «gli interessi sui titoli di Stato». Come di consueto, la Finanziaria prevede poi una serie di misure a tutto campo: dalla stretta agli assegni di invalidità civile, che passano nella competenza dell'Economia, all'aumento del 10 delle multe per divieto fumo, dall'obbligo della polizza anticalamità al bonus ai giovani per l'acquisto di nuovi pc connessi a Internet, e per la diffusione della Tv digitale a banda larga. Infine è previsto lo stanziamento di 50 milioni per l'Ospedale pediatrico «Bambin Gesù». Poi il capitolo fiscale: 7,5 miliardi di nuove entrate per effetto della stretta sull'accertamento dei canoni di locazione degli immobili e delle nuove nonne in materia di Iva, fino all'introduzione nel nostro ordinamento della «pianificazione fiscale concordata», cui potranno accedere i titolari di reddito d'impresa e gli esercenti arti e professioni. L'adesione a tale pianificazione comporterà la «definizione preventiva» per un triennio della base imponibile cui si applica la tassazione. Operazione che si connette funzionalmente alla revisione degli studi di settore. Nel complesso, si prevede che le entrate tributarie del 2005 crescano del 3,5 in termini nominali. I comuni potranno chiedere infine all'Agenzia del territorio la revi-sione"parziale delle rendite catastali ai fini lei. Quanto ai contratti di affitto, se ne dichiara la nullità se non verranno registrati. «La verità commenta per l'opposizione Pierluigi Bersani (Ds) è che con questa Finanziaria gli investimenti sono ridotti al minimo, in un momento in cui c'è bisogno di tornare competitivi, E quel che preoccupa di più è l'azzeramento degli incentivi per le imprese, che danneggerà in particolare le aziende meridionali». Enti locali Esenzione dal tetto del 2. Gli enti locali potranno derogare al limite del 2 alle spese (4,8 per il 2005, ma sul consolidato 2003) solo per finanziare investimenti e nei limiti delle maggiori entrate derivanti da maggiorazioni di aliquote e tariffe delle imposte e tasse locali. Nel 2006 e 2007 anche gli Enti locali saranno sottoposti alla regola del 2. Non sono sottoposte al tetto le spese di personale, quelle di Regioni e Province autonome per la sanità, quelle derivanti dall'acquisizione di partecipazioni azionarie e dì altre attività finanziarie, dai conferimenti di capitale e dalle concessioni di crediti Sanzioni. Per chi non rispetta il patto di stabilità interno pronta la sanzione: assunzioni vietate, impossibilità di ricorrere a indebitamento per investimenti, spese di acquisto congelate al livello dell'ultimo anno in cui si è rispettato il Patto M Iva. Alle Regioni spetterà un'addizionale sull'lva. Il limite sarà fissato entro il 31 luglio prossimo. Per compensare il minor gettito dai carburanti le Regioni otterranno 340 milioni di euro di rimborso dallo Stato. Sanità Spesa regionale sotto controllo. L'ammontare della spesa sanitaria sarà uguale a quella del 2004, incrementata del 2 con esclusione di quella per il personale: 88,250 mld. Ogni tre mesi le Regioni dovranno monitorare i costì affrontati e garantire che la gestione resti in equilibrio. Se sforano dovranno adottare misure addizionali fiscali, ticket e tagli di servizi per riportare i conti in equilibrio Contenimento dei costi. Per tenere sotto controllo i costi la Finanziaria prevede l'istituzione della tessera sanitaria in tutte le Regioni, l'adozione di meccanismi in grado di favorire il monitoraggio della spesa sanitaria e una razionalizzazione dell'offerta ospedaliere in grado di incentivare il day hospital: senza interventi non accederanno ai maggiori finanziamenti. I governatori, in ultima istanza, saranno nominati cornmissari ad acta per attivare le misure di rientro dai deficit. Spesa farmaceutica. Rimane inchiodato al 13 il tetto della spesa farmaceutica. Finanziamenti per 1 miliardo nel 2005,1,2 nel 2006 e 1,4 per il 2007 saranno condizionati dal mantenimento del tetto di spesa in sede locale Beni culturali Concessione ai privati. La Finanziaria da più spazio ai privati nella gestione dei beni culturali. I beni immobili per i quali lo Stato non percepisce alcun canone e che richiedono interventi di restauro, possono essere dati in uso a soggetti privati dietro pagamento di un canone. Obblighi dell'assegnatario. I beni resteranno di proprietà dello Stato. L'assegnatario deve garantire la conservazione degli stessi e realizzare a spese proprie il restaura, i cui costi possono comunque essere scomputati dal canone. L'importo del canone viene determinato dal soprintendente competente. Elenco dei beni. L'elenco dei beni sarà individuato con un decreto del ministro per i Beni culturali in base alle segnalazioni fornite dai direttori regionali (gli ex soprintendenti regionali). Il ministro Urbani ha spiegato che la norma si riferisce a immobili non occupati da funzioni di servizio culturale. Ciò significa che non saranno compresi né i monumenti, né i musei, né i siti archeologici Infrastrutture e cultura. Passa dal 3 al 5 la quota delle spese per le infrastrutture che viene destinata alla tutela del patrimonio culturale. Pubblico impiego Rinnovi contrattuali. La Finanziaria 2005 dispone un aumento delle risorse per i rinnovi di 56 milioni di euro. La crescita delle retribuzioni dei dipendenti pubblici sarà del 3,7. In pratica al 3,6 già previsto dalla Finanziaria 2004 un altro 0,1 per cento. Incrementi retributivi. Altri 22 milioni di euro saranno destinati agli aumenti retributivi, 20 dei quali al personale di polizia e forze armate.Ulteriori incrementi potranno essere riconosciuti laddove vengano contestualmente indicati la riduzione della spesa relativa ad altre voci. Blocco del turnover. Vengono fissati rigidi paletti sulle nuove assunzioni. Eventuali incrementi di personale saranno permessi solo alle amministrazioni "virtuose" Stretta sulle collaborazioni. Sarà più difficile aumentare il personale con contratto a termine e trasformare i contratti di formazione lavoro in rapporti a tempo indeterminato Sconti sui pc. I dipendenti pubblici, compresi i docenti, potranno acquistare un pc usufruendo di prezzi scontati stabiliti dalle indagini di mercato della Consip.
il Sole 24 Ore
30 Settembre 2004
Varata la Finanziaria
DI
Dino Fiesole
il Sole 24 Ore
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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