SAN GIULIANO. 1646 firme raccolte per salvare l'Acquedotto mediceo. Recentemente vi è stata una ulteriore inclinazione degli archi che ha spinto un'azione più decisa da parte dei Comuni di Pisa e San Giuliano, della Provincia, oltre che della soprintendenza, per cercare di frenare la caduta. Insomma, il vecchio acquedotto evidenzia crescente degrado. Almeno una decina dei famosi archi rischiano, se non di crollare, di vedere minata irreparabilmente la loro stabilità. Più alto e forte si leva l'appello del comitato popolare che ha in Sergio Sabatini il referente. Comitato che si avvale del contributo dell'architetto Massimo Gasperini della sezione progettuale, di Daniele Napolitano della sezione informatica e facebook blog, di Kety Del Moretto del settore agricoltura biologica certificata e poi il ruolo importante di Giuseppina Lotti, presidente della Pubblica Assistenza di Asciano Agnano. Tutti d'accordo, non è più tempo di tergiversare. Si intensificano gli allarmi. Al capezzale del grande malato, questa originale conduttura che ha assicurato nel tempo la fornitura dell'acqua da Asciano a Pisa, anche alcune istituzioni del tavolo di concertazione fanno parte la Provincia, la Sovrintendenza, il Comune di Pisa, il Comune di San Giuliano. Il Comune di Pisa, tramite l'architetto Marco Guerrazzi, ha deciso lo stanziamento di 5000 euro per effettuare una rapida valutazione tecnica nella messa in sicurezza degli archi tra via Sant'Elena e la via comunale della Vicinaia. È in corso la scelta di chi incaricare. In calendario un incontro con l'architetto Marta Ciafaloni e l'ingegner Gino Cenci della Soprintendenza. Ciò al fine di ottenere le procedure autorizzative e le indicazioni per affrontare insieme il problema del taglio di arbusti e degli alberi che sono a ridosso della struttura. Taglio da effettuare assolutamente in questo autunno. Sabatini dice: «Richiederemo in modo da renderlo pubblico cosa è stato fatto in merito soprattutto ai dieci archi estremamente inclinati e transennati da anni con tavolette di legno, ormai divenute marcescenti. Ci informeremo anche dello stato dei lavori per effettuare la valutazione delle strutture pericolanti. Affronteremo l'annoso problema della visibilità e della protezione di ciò che rimane del castello di Asciano». Prossimamente ci sarà una riunione serale, aperta a tutti, presso la sede della Pubblica Assistenza di Agnano. Nell'occasione verranno esposti e illustrati nel dettaglio i quattro grandi tabelloni del progetto sull'acquedotto. Attende risposta una lettera inviata al vicesindaco di San Giuliano Yuri Sbrana specificatamente sull'«evidente peggioramento del degrado di un'arco dell'acquedotto». Se ne sono resi conto anche i partecipanti alla recente manifestazione di Legambiente Puliamo il mondo. Questo arco è localizzato in vicinanza del numero civico 58 in via dei Condotti, tra le intersezioni di via dell'Alberaccio e via Barbacani. Va da se che altrettanto è urgente la soluzione per almeno i dieci archi inclinati di tredici gradi verso ovest con l'inesorabile aumento dell'inclinazione.
TOSCANA - PISA. Acquedotto in pericolo
A San Giuliano, in Toscana, un comitato popolare ha raccolto 1646 firme per salvare l'Acquedotto mediceo, un'antica conduttura che ha assicurato l'acqua da Asciano a Pisa nel tempo. Recentemente, un'ulteriore inclinazione degli archi ha spinto i Comuni e le istituzioni a prendere misure per frenare la caduta. Almeno una decina degli archi rischiano di crollare o di vedere la loro stabilità minata irreparabilmente. Il comitato popolare ha chiesto una rapida valutazione tecnica per effettuare la messa in sicurezza degli archi. Il Comune di Pisa ha stanziato 5000 euro per effettuare una valutazione tecnica.
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