PISA. I beni culturali, artistici e ambientali sono una grande ricchezza, soprattutto per una città di grandi tradizioni come Pisa. Che si traducono in moneta sonante. Solo i bus che arrivano al parcheggio di via Pietrasantina sono circa 34mila l'anno e portano quasi due milioni di turisti. Ciò ha ricadute economiche notevoli e permette di tenere aperte diverse centinaia di attività e di mantenere migliaia di posti di lavoro. Ma servono anche investimenti per progetti di qualità e non solo il "mordi e fuggi" in piazza dei Miracoli. Purtroppo in Italia la cultura è stata completamente marginalizzata dal governo. Fino a costringere le soprintendenze, che pure funzionano bene - come ha ricordato anche il direttore della Scuola Normale Salvatore Settis, in una intervista che appare sull'ultimo numero dell'Espresso - a un inarrestabile ridimensionamento. Sono sempre più i finanziamenti privati a sorreggere la cultura e l'arte, soprattutto con il restauro di monumenti e di opere d'arte e organizzando eventi di rilevanza nazionale e internazionale, come sta facendo la Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa e come fa, pure, nel suo piccolo, l'associazione dei Musei e dei monumenti pisani. I grandi eventi culturali, per il richiamo e l'attrazione che esercitano, per il numero di turisti che muovono, per tutte le attività collaterali che mettono in moto, hanno un effetto positivo sull'economia e sul capitale sociale di una città. Ecco che la mostra "Mirò e i miti del Mediterraneo, inaugurata ieri a palazzo Blu alla presenza di tantissimi visitatori, accresce l'offerta qualitativa della nostra città. E sul rilancio di questo segmento occorre puntare sempre di più. «La mostra di Chagall - dice il sindaco Marco Filippeschi -, ha rappresentato la svolta. C'è un aeroporto in continua crescita che porta da noi milioni di persone che possono essere invogliate a fermarsi e che trovano adeguata ricettività alberghiera, grazie anche alle scelte fatte dal Comune. La città ha in corso un processo di riqualificazione e di valorizzazione dei beni culturali, con investimenti senza precedenti. Con Lucca abbiamo stipulato un accordo di collaborazione turistica che porta interessanti vantaggi a entrambe le città. Abbiamo le carte in regola per dare un'offerta ricca e articolata ad un bacino di domanda internazionale». Di qui alla fine dell'anno gli eventi, oltre al fiore all'occhiello della mostra di Miró, sono tanti. A San Michele degli Scalzi, ci sono quelle su Bruno Munari e sulla storia di Anna Frank. A Palazzo Lanfranchi quella su Viviani. In Piazza dei Cavalieri quella sul Bicentenario della Scuola Normale. All'Arsenale Mediceo, dal 26 ottobre, si aprirà quella dedicata al grande architetto londinese David Chipperfield. Poi, se il Ministero dei Beni Culturali manterrà i suoi impegni, entro dicembre s'inaugureranno i primi due moduli del Museo delle Navi Romane e del Mediterraneo, in corso di allestimento nell'arsenale Mediceo. «Questa offerta - dice il sindaco - e questa articolazione vanno coordinate e rese sistema, perché possano dispiegare al meglio le potenzialità che hanno. Perciò abbiamo stretto tra le principali istituzioni politiche, culturali ed economiche un accordo di lavoro comune e di coordinamento che ha trovato espressione nel "Protocollo di intesa per il coordinamento, la valorizzazione, la promozione e la programmazione in materia di beni e iniziative culturali". Dal protocollo nasce un tavolo permanente in cui si mettono in comune informazioni, si coordinano le iniziative, si lavora per la loro riuscita, qualunque sia il soggetto promotore».