i.b. LUCCA. Serve la collaborazione di Comuni e professionisti per garantire la tutela del paesaggio. Senza pratiche istruite in modo corretto e completo, la Sovrintendenza da sola non riesce a reggere la mole di lavoro che è aumentata da circa un mese con l'entrata in vigore con la normativa sui procedimenti semplificati. Con la carenza (cronica) di personale diventa difficile per l'ufficio locale (competente anche per la provincia di Massa Carrara) esaminare le pratiche nei 25 giorni imposti dalla legge. A confermare le difficoltà, già segnalate nei giorni scorsi da Cisl e Cgil, è l'architetto Agostino Bureca, sovrintendente ad interim a Lucca, responsabile anche delle sedi delle Belle arti di Pisa e Arezzo. Bureca cita alcune cifre: in questo momento la Sovrintendenza lucchese ha circa 30-32 dipendeti; di questi circa dieci sono tecnici (architetti e geometri). Inoltre una parte non sono dipendenti del ministero dei Beni culturali, ma sono impiegati di enti locali (Comuni e Province) prestati alla Sovrintendenza. Con il rischio che possano essere richiamati in sede. In queste condizioni, il rischio è che i Comuni (ai quali compete il rilascio del nulla osta paesaggistico) autorizzino lavori e concessioni anche senza il parere della Sovrintendenza che non è riuscita a esprimersi nei tempi imposti dalla legge. «Per le pratiche più complesse - precisa il sovrintendente - se non riusciamo a esaminare la pratica e a esprimere il nostro parere (vincolante) nei tempi dovuti, il Comune è costretto a convocare una conferenza dei servizi alla quale la Sovrintendenza viene invitata: in quella sede, quindi, presentiamo le nostre osservazioni. Invece, per gli interventi soggetti a procedimenti semplificati (compresi quelli che prevedono un aumento del 10 del volume originario, fino a un massimo, però, di 100 metri cubi, ndr) se non riusciamo a esprimerci nei 25 giorni di legge, il Comune può autorizzare ugualmente i lavori perché la Sovrintendenza non ha esercitato la funzione di tutela ambientale». Ecco perché - ribadisce l'architetto Bureca - «se a monte esiste un buon lavoro di filtro, se tecnici e Comuni ci inviano le pratiche istruite in modo completo, noi riusciamo a rispettare i tempi dovuti». Evitando scempi paesaggistici. Per il momento, la situazione è ancora complicata. Ma intanto - annuncia il sovrintendente - un passo avanti è stato «mosso nell'organizzazione interna dell'ufficio. In particolare abbiamo istituito il Rup (responsabile unico del procedimento), già previsto dalla legge sulla trasparenza amministrativa del 1990 e mai indicato a Lucca. Così i 5 architetti vengono nominati come Rup dei procedimenti ordinari di tutela paesaggistica, mentre ai 3 geometri (oggi due, perché uno è in malattia) vengono affidati i procedimenti semplificati. Così, almeno, i cittadini sanno sempre chi è il responsabile della loro pratica e questo facilita rapporti e anche i procedimenti per eventuali integrazioni». Se e quali benefici porterà questa riorganizzazione si vedrà fra qualche mese: «Al momento sembra che i procedimenti abbreviati rappresentino circa il 40 delle pratiche che riceviamo. Dopo che avremo effettuato una verifica, capiremo se le cose stanno così o se sarà necessario distribuire diversamente i carichi di lavoro».
LUCCA - Cooperazione per la tutela ambientale
La Sovrintendenza per i Beni Culturali di Lucca sta affrontando difficoltà nel gestire le pratiche di tutela paesaggistica a causa della carenza di personale. La legge sui procedimenti semplificati ha aumentato la mole di lavoro, ma la Sovrintendenza non riesce a esaminare le pratiche nei 25 giorni impostati dalla legge. L'architetto Agostino Bureca, sovrintendente ad interim, cita cifre: 30-32 dipendenti, di cui 10 tecnici, e una parte non dipendenti del ministero dei Beni culturali, ma impiegati di enti locali prestati alla Sovrintendenza. Il rischio è che i Comuni autorizzino lavori e concessioni senza il parere della Sovrintendenza.
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