patrizia capua LA CARTA vincente del presidente Luciano Dassatti è un protocollo d' intesa firmato tra Autorità portuale, Soprintendenza ai Beni architettonici e il Comune di Napoli. Un' intesa che li impegna a collaborare per stringerei tempi. Perché soprattutto i tempi sono il punto debole del progetto della Port Authority guidata dall' ammiraglio, per rifare il look al Molo Beverello. Tanto debole che ha spinto gli armatori - Snav (Aponte e Aiello), Medmar (D' Abundo), Volaviamare (Lauro), De Leva e Gentile - a farsi avanti già un anno fa presentando un loro progetto, a riproporlo proprio in questi giorni e a promettere che con soldi privati e in soli sette mesi il Beverello cambierà faccia. «Ce lo dimostrino. Non conosco procedure che consentano di intervenire in un' area storico-monumentale come quella del waterfront di Napoli in sette mesi», sbotta l' avvocato Antonio Del Mese, segretario generale del portoe amministratore delegato di Nausicaa, la società pubblica a cui competono le opere del restyling portuale. Il molo Beverello ha la precedenza su tutte le altre. «Adesso stiamo attuando l' adeguamento tecnico funzionale, una procedura fondamentale. Poi si potrà dare in gara per la realizzazione e gestione dell' area di accoglienza ai turisti», dice Del Mese. Costerà 9 milioni. «Stiamo decidendo se fare un mutuo o andare sul mercato con un project financing. Io seguirò a qualsiasi costo le prescrizioni di legge - continua - , se poi, come penso, questo è un attacco a Nausicaa allora è un' altra storia». Tra i privati serpeggia un sospetto: l' Autorità ci ha copiato. Il progetto "ufficiale" del francese Michel Euvé, aggiudicato con una gara internazionale, verrà illustrato nel prossimo comitato portuale. Il presidente Dassatti replica: «Non abbiamo copiato niente. Il nostro è il piano definitivo, chiuso, ed è in uno stadio molto più avanzato del loro. Abbiamo recepito le esigenze degli armatori». Ma poi attacca: «Se qualcuno pensa a un plagio, vuol dire che ce la vedremo in tribunale».