Una proposta dal Piemonte vessato dai tagli alla cultura al ministro Bondi, non meno preoccupato peri tagli governativi di Tremonti: consentire ai privati che vogliono investire in cultura di detrarre dalle tasse l'importo, totale o parziale, destinato d istituzioni culturali in una rosa scelta dalla Regione. Una sorta di cinque per mille per la cultura. Michele Coppola è convinto che il sistema possa funzionare per reclutare risorse in tempi di crisi e al termine dell'incontro sulla cultura in programma nel pomeriggio di ieri alla festa del Pdl lancia al ministro l'idea: «Ogni Regione potrebbe indicare cinque enti culturali importanti, cinque simboli. Le grandi aziende, fissato un tetto massimo di contributo per non danneggiare le casse dello Stato, potrebbero così essere incentivate a finanziare cultura. Anche un modo per evitare facili giustificazioni a chi potrebbe permetterselo ma è ancora restio a farlo». Bondi ascolta e promette un incontro a Roma. Missione compiuta. Chissà che la proposta possa passare dalla teoria alla pratica. Il modello, spiega l'assessore regionale, è abbastanza simile a quello del tax credit utilizzato nel cinema, dove chi investe nelle produzione di un film ottiene una detrazione del 40 per cento. Le cinque istituzioni piemontesi potrebbero essere la Reggia di Venaria, il Castello di Rivoli, il Museo Egizio, il Teatro Regio e Lo Stabile. Solo esempi ovviamente, la rosa potrebbe essere più ampia. «Questo sistema consentirebbe di liberare risorse pubbliche per finanziare istituzioni più piccoli, associazioni, attività sperimentali che in questo clima di vacche magre potrebbero essere esclude dai contributi».