L'Emeroteca Tucci (nella foto) ha ospitato ieri trenta direttori dei più importanti musei di architettura del mondo, che da Venezia, dov'erano stati impegnati in un congresso internazionale, sono arrivati a Napoli per vedere e fotografare il Palazzo delle Poste e la rarissima prima edizione italiana del "De Architectura" di Vitruvio, realizzata nel 1521 da Cesare Cesariano, allievo prediletto del Bramante e cinque progetti del primo concorso indetto dal Ministero delle Poste nel 1928, preziose opere cartacee possedute dalla "Tucci". Il progetto dell'edificio vincitore del concorso nel 1929 era firmato dal giovane architetto bolognese Giuseppe Vaccaro, che prevalse su architetti famosi come Marcelle Canino, Pietro Aschieri e Giacomo Giobbe, Alessandro Limongelli, Armando Pitta e Corrado Cappezzuoli. A Vaccaro fu chiesto dal ministro Costanze Ciano un ampliamento della facciata tale da superare quella del Palazzo delle Poste di New York, considerato a quel tempo il più grande edificio postale del mondo. Vaccaro obbedì e l'Italia conquistò l'ambito primato. L'edificio, inaugurato nell'ottobre del 1936, è costantemente meta di visite di architetti dei cinque continenti. Cinque anni fa è toccato a 32 architetti della California, l'anno scorso al Presidente dell'Ordine degli architetti portoghesi, in primavera a un gruppo di architetti tedeschi. Ad accompagnare gli studiosi c'erano le architette Lorena Manesso dell'Archivio progetti dell'Università Iuav di Venezia e Chiara Abbate ed Elisabetta Spina dell'Università di Napoli Insieme con i direttori dei Musei di Architettura di Chicago, Berkeley, Minneapolis, Oslo, Rotterdam, Budapest, Vienna, Zeist, Parigi, c'erano i direttori del Victoria and Albert Museum e del Sir John Sloane's Museum di Londra, del Getty Research Institute di Los Angeles, il progettista del nuovo Centro di Architettura, Design e Ingegneria di Washington. A ciascun visitatore è stata offerta una pubblicazione dell'Emeroteca - Biblioteca Tucci contenente immagini a colori del Palazzo delle Poste e della struttura presso la quale ogni anno vengono realizzate duecento tesi di laurea e di dottorato da studenti e ricercatori provenienti dai cinque continenti. La "Tucci", che compirà cent'anni nel 2007, possiede ottomila cinquecento collezioni di quotidiani e riviste degli ultimi cinque secoli italiani, francesi, inglesi, tedeschi, spagnoli, statunitensi, russi, sudamericani, svedesi, neozelandesi (oltre duemila mancano alle altre biblioteche della Campania) per un totale di centosettantamila volumi, nonché trentamila libri, compresi incunaboli, cinquecentine e secentine. Possiede inoltre manoscritti e bandi dal Cinquecento in poi e la più importante collezione di manifesti futuristi che si possa trovare in una biblioteca italiana. Sostenuta da una legge regionale del 1996, che da due anni, è rimasta priva di copertura finanziaria, la "Tucci" lega la propria sopravvivenza all'approvazione di un emendamento al bilancio 2004 della Regione Campania.