Ilaria Borletti Buitoni è Presidente del Fai Egregio ministro Tremonti, a nessuno oggi può sfuggire l'obiettivo che lei sta perseguendo per una politica di rigore che permetta al nostro Paese di uscire da una fase di recessione. Tuttavia le dichiarazioni che in più di un'occasione Lei ha fatto per rispondere alla forte protesta di coloro che operano nell'ambito delle Istituzioni Culturali e, in questi giorni, anche con forza da parte del ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, suscitano perplessità e amarezza. «La Cultura non si mangia»: a questa affermazione credo sia necessario opporre qualche considerazione. La Cultura nel nostro Paese rappresenta circa 4 milioni di occupati generando il 2,6 del Pil nazionale al quale si aggiunge quello di una parte rilevante del settore turistico. Sono dati che sottolineano la necessità di non considerare la Cultura un settore persino parassitario del sistema Italia, ma un'opportunità di sviluppo e di crescita. Inoltre, se è vero che per Cultura si intende «l'insieme della tradizione e del sapere scientifico, letterario e artistico di un popolo». Cultura è Paesaggio sia esso di natura o di architettura, Cultura è Arte, Cultura è Musica, Teatro, Cinema, l'Italia è Cultura: la nostra identità è frutto di infiniti linguaggi che percorrono il Paese da nord a sud, da est a ovest e che hanno contribuito a renderci ricchi di un Patrimonio Culturale unico al mondo. Valorizzare, insegnare, trasmettere, diffondere, proteggere: sono queste le azioni che dovrebbero accompagnare l'attività di qualsiasi governo. Sono queste le azioni che dovrebbero ispirare scelte che non puniscano la Scuola, che non puniscano indiscriminatamente il ministero dei Beni culturali e tutte le istituzioni culturali italiane, ma che accolgano l'appello di coloro che di Cultura si occupano con impegno e passione.