In mancanza di risorse alla cultura e allo spettacolo, Bondi ripiega sugli investimenti dei privati. È questa la risposta alla stretta di cinghia comandata da Tremonti; una soluzione affidata ad una lettera pubblicata ieri su "Il Foglio". Il Ministro espone le ragioni del suo operato ricordando di aver: «cercato di sostenere la cultura, nelle note condizioni di crisi della finanza pubblica, ma anche di cominciare a liberarla da un'eccessiva dipendenza dallo Stato». Di qui, il proposito: «mi metterò al lavoro per incontrare personalmente i rappresentanti delle maggiori aziende private e pubbliche italiane, allo scopo di chiedere un sostegno». In cima all'agenda, il futuro del Teatro Carlo Felice di Genova.