Dopo uno scontro con Tremonti, lettera del ministro della Cultura sulla «drammatica situazione» di musica, teatro, cinema Anche Sandro Bondi, nel suo piccolo, si incavola. E stavolta ha l'aria di essere arrabbiato sul serio, determinato a battersi per portare qualche soldo in più all'industria culturale italiana. Fino a ieri l'ira si manifestava in sede riservata: durante l'ultimo Consiglio dei ministri raccontano le indiscrezioni Bondi avrebbe sostenuto un'aspra discussione con il collega Tremonti, ottenendo però poco o nulla (la risposta sarebbe stata, più o meno: «Vorrei informare l'amico Sandro che c'è la crisi, non so se gliel'hanno detto; non è che la gente la cultura se la mangia»). E allora l'amico Sandro ha deciso di uscire allo scoperto e di pubblicare sulle colonne del quotidiano "Il Foglio" una lettera dagli accenti quasi drammatici. Nel suo appello il ministro dei Beni e delle attività culturali mette l'accento in particolare su «la drammatica mancanza di risorse per sostenere il comparto dello spettacolo: l'opera lirica, i teatri stabili, il cinema e le orchestre sinfoniche». Ricorda le cifre: «Rispetto all'anno scorso le risorse per lo spettacolo dal vivo sono scese da 402 milioni di euro a 262 milioni di euro per il prossimo anno» (in realtà il taglio è ancora più consistente se si calcola che pochi anni fa il fondo superava i 500 milioni). Bondi segnala la situazione del Carlo Felice, il teatro lirico di Genova che rischia la chiusura, e che per ora ha annunciato la cassa integrazione per i musicisti e tutto il personale. Il ministro sottolinea che finora la sua linea per la cultura non è stata certo improntata alla difesa della spesa pubblica, anzi ha cercato di «liberarla da un rapporto di, eccessiva dipendenza dello Stato». Lo dimostrano la riforma del cinema che «contiene una filosofia liberale», e la riforma degli enti lirici «che ha suscitate tante reazioni» (cioè proteste di dipendenti, sovrintendenti, artisti). Ora però, sembra intendere Bondi, è il momento di dire basta: «Se le cose non cambiassero, non saremmo in grado di mantenere il livelli minimi di sopravvivenza delle principali attività dello spettacolo». Durante lo scontro di giovedì scorso in Consiglio dei ministri pare che Bondi abbia minacciato le dimissioni. Sta di fatto che, per sedare la lite, Silvio Berlusconi ha deciso di convocare un'apposita riunione con tutti gli esponenti del governo interessati. Già circolano le possibili richieste che Bondi pensa di avanzare: riportare subito 150 milioni di euro nel fondo per lo spettacolo, rinnovare le agevolazioni fiscali per i produttori cinematografici, destinare almeno 50 milioni ai restauri. Vedremo come andrà a finire.
L'appello di Bondi: più soldi o lo spettacolo muore
Il ministro dei Beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, ha scritto una lettera pubblicando sul quotidiano "Il Foglio" sullo stato di crisi dell'industria culturale italiana. La lettera mette in evidenza la mancanza di risorse per sostenere il comparto dello spettacolo, con una riduzione delle risorse per lo spettacolo dal vivo da 402 milioni di euro a 262 milioni di euro per il prossimo anno. Il ministro segnala la situazione del teatro lirico di Genova, il Carlo Felice, che rischia la chiusura e ha annunciato la cassa integrazione per i musicisti e tutto il personale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo