Il "Martirio di SantOrsola" è lultimo capolavoro dipinto a Napoli dal Caravaggio. Prima di essere comprato dallallora Banca Commerciale e di essere stato riconosciuto quale opera di Caravaggio, fu acquistato per 2 milioni di vecchie lire da un colto collezionista che lo restituì alla proprietaria dopo il giudizio espresso da un grande esperto: "Anonimo caravaggesco destinato a rimanere tale". Nel solco della peculiare tradizione mecenatesca, lIntesa San Paolo intende invece sviluppare la sua politica culturale realizzando nella sede di via Toledo un vero e proprio polo museale con esposizione permanente di opere darte dellistituto e presentazioni temporanee di mostre antologiche. Attualmente, ad esempio, è in corso la mostra di una selezione dellimportante collezione archeologica della banca di vasi figurati di ceramica attica e magnogreca, dedicata a "Le ore della donna", che è stata integrata con alcuni straordinari crateri ritrovati a Ruvo di Puglia e prestati dal museo Archeologico nazionale di Napoli. È peraltro da sostenere lidea lanciata da Cesare de Seta ("Il Mattino" del 6 ottobre scorso), di raccogliere nella sede napoletana lintera collezione di pregevoli ceramiche di scavo provenienti dallItalia meridionale, che attualmente è conservata nei depositi del palazzo Leoni Montanari a Vicenza, e altresì di riunire a palazzo Zevallos Stigliano anche le cospicue collezioni darte del Banco di Napoli, entrato a far parte dello stesso gruppo Banca Intesa. Tali raccolte, che comprendono dipinti dal Cinquecento al Settecento, e pitture, sculture e disegni dellOttocento, risultano oggi dislocate provvisoriamente in svariate sedi museali (va rammentato che fu un esponente di Italia Nostra che chiese e ottenne dallallora presidente del Banco di Napoli, Federico Pepe, di impedire la dispersione fuori di Napoli delle opere darte di proprietà del Banco). Ricordiamo intanto che il palazzo fu realizzato dallarchitetto Cosimo Fanzago negli anni 1639-1653 (le sue vicende architettoniche sono state ricostruite da Gaetana Cantone) per Giovanni Zevallos, uno di quegli spagnoli spiantati: "povero e miserabile Uffiziale della scrivania di Ratione ", scrivono i cronisti, il quale praticando prestiti usurai alla corte aveva accumulato ricchezze tali da farsi una "abitazione dImperatore" (come attesta lo splendido portale del palazzo), e da comprarsi anche la città di Ostuni assumendone il titolo di duca. Era perciò odiato dal popolo napoletano, che durante la rivolta di Masaniello (1647) saccheggiò per ben due volte il palazzo. Tornando alla tutela di palazzo Zevallos, problema che ora è strettamente connesso al benemerito programma di politica culturale di Intesa San Paolo, chiedo attraverso le pagine di "Repubblica", a nome di Italia Nostra, al soprintendente ai Beni architettonici di Napoli, Stefano Gizzi, di aggiornare il vincolo monumentale a cui è già assoggettato il palazzo integrandolo con un nuovo vincolo di destinazione duso, ai sensi del Dl numero 42 del 2004 (Codice dei beni culturali). Il nuovo vincolo deve preservare lattività della banca e soprattutto la funzione attuale e da incrementare culturale e artistico-museografica del palazzo, dove potranno essere esposti anche il monumentale Presepe napoletano del Settecento, oggi custodito a Palazzo Reale, nonché le altre opere di pittura, scultura e di arti decorative antiche e moderne di proprietà delle predette banche, così costituendo un nuovo polo di attrazione turistico-culturale al centro della città.
Napoli. Il destino incerto di Palazzo Zevallos
Il "Martirio di SantOrsola" è un dipinto di Caravaggio acquistato dalla Banca Commerciale (ora Banca Intesa San Paolo) a Napoli. Il dipinto era stato acquistato per 2 milioni di vecchie lire da un collezionista, ma fu restituito alla banca dopo un giudizio di un esperto. La banca intende sviluppare la sua politica culturale creando un polo museale nella sede di via Toledo. Attualmente, la banca ospita una mostra di ceramiche attiche e magnogreche. La banca intende anche raccogliere le collezioni d'arte del Banco di Napoli e di altre banche, che sono attualmente dislocate in diverse sedi museali.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo