Il mediatore Sgarbi: l'obiettivo è accelerare i lavori, bivacchi e venditori sono un intralcio Sandro Bondi? Un poeta. Il giovane Renzi? Uno spirito pratico. Le definizioni non sono nostre ma di Vittorio Sgarbi che l'altroieri ha dismesso i panni del polemista per indossare quelli del mediatore. «La vostra città evidentemente mi fa diventare più buono» dice lui commentando la sua performance da paciere durante l'incontro tra il sindaco di Firenze e il ministro dei Beni Culturali. Scelta più che encomiabile la sua se è vera la tabella di marcia che ora racconta di aver contribuito a stilare. Perché la ripresa del dialogo tra la capitale e Firenze dovrebbe portare a: «Accelerare i lavori per la conclusione dei Nuovi Uffizi» dice Sgarbi, «anche se questo dovesse comportare la chiusura di una parte della corte che collega il lungarno a piazza della Signoria (il loggiato ndr) fino a oggi aperta al pubblico»; risolvere definitivamente il problema del bivacco e della presenza di venditori abusivi davanti alla galleria dell'Accademia «grazie all'istituzione, da parte della soprintendente Cristina Acidini di un'area di rispetto davanti alla galleria» (una zona sottoposta a controlli idr); e ancora velocizzare i lavori per la conclusione del novo auditorium del Maggio per arrivare puntuali all'appuntamento con il 2011. A questo proposito, aggiunge Sgarbi, che qui parla nelle vesti di consigliere del ministro, «fa ben sperare il fatto che si cominci a parlare di preparare l'invito per il concerto inaugurale a Napolitano. Vuol dire che ce la dovremmo fare, anche se io su questo auditorium ho già espresso le mie riserve». Le sue riserve riportano in campo la verve provocatoria di sempre: «Un progetto brutto e inutile. Per me non andava fatto. A Firenze una buona politica dei beni culturali la si fa conservando bene quello che c'è già. Trovo sbagliato investire tutti questi soldi nel contemporaneo e nel nuovo. Ma tant'è: ormai c'è e si deve finire». Basta così? Tutt'altro perché l'incontro romano è l'occasione, per Sgarbi, per riscrivere a modo suo, una stagione di strali tra Roma e Firenze. «Abbiamo assistito a una raffica di polemiche tra Renzi e Bondi francamente esagerata negli ultimi mesi. Prima tutta la questione sulla pulizia dei muri degli Uffizi, di Lungarno degli Archibusieri e di Ponte Vecchio. Possibile che per 20 mila euro di pulizie si è montata tutta questa bagarre? E poi quella della proprietà del David. Anche quella è un'assurdità. Il David è del mondo e in seconda battuta dello Stato è così da cent'anni e non vedo perché dovrebbe cambiare tutto proprio adesso». Risultato quella querelle è stata solo pretestuosa. Il manifestarsi, in una dialettica senz'altro esacerbata, di due personalità diverse, Bondi il poeta, appunto, il concettuale, e Renzi il sindaco giovane e fattivo. «Ecco perché ho creduto opportuno mediare il dialogo tra i due l'altro conclude lui mi pare che vogliano entrambi la stessa cosa. E poi parlando è venuta fuori la verità: e cioè che i soldi per Firenze non li dà o li nega Bondi, ma il ministro Tremonti. Ma non solo: Renzi ha anche spiegato che la polemica sulla pulizia e il decoro di questa estate con Bondi era stata in qualche modo indotta. Era stato Maroni a sollecitare i sindaci e a chieder loro di coinvolgere il ministero dei beni Culturali sulla questione». Pace fatta tra Roma e Firenze dunque? Non del tutto, intanto perché Bondi non ha ancora digerito la boutade di Zubin Mehta che qualche tempo fa, parlando del decreto sulle fondazioni liriche, aveva detto: «il ministro non conosce vergogna». E poi perché le questioni in caldo sono davvero tante. Ragion per cui Sgarbi non molla e promette: «Continuerò a occuparmi della questione magari telefonando al sindaco Renzi un poco più spesso».
Uffizi, Bondi pronto a chiudere il piazzale
Vittorio Sgarbi, mediatore, ha contribuito a stilare una tabella di marcia per accelerare i lavori per la conclusione dei Nuovi Uffizi a Firenze. L'obiettivo è risolvere il problema del bivacco e della presenza di venditori abusivi davanti alla galleria dell'Accademia e velocizzare i lavori per la conclusione del nuovo auditorium del Maggio. Sgarbi ha anche espresso le sue riserve sul progetto, definendolo "brutto e inutile". Ha anche parlato della polemica tra Renzi e Bondi, che è stata esagerata, e ha affermato che il ministro Tremonti è il responsabile della mancata destinazione dei fondi per Firenze. Sgarbi promette di continuare a occuparsi della questione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo