Le motivazioni della sentenza con cui la Corte dei conti ha bocciato la nomina alla Soprintendenza al Polo museale «Gli obiettivi della flessibilità delle scelte organizzative delle amministrazioni non possono prevalere sulle regole generali dell'organizzazione pubblica, in ossequio al principio del buon andamento e alle regole di trasparenza dell'azione amministrativa, ed è onere dell'amministrazione utilizzare al massimo il personale in servizio e ricorrere a contratti esterni solo nell'ipotesi di assoluta carenza di quel tipo di specializzazione». Lo scrive la Corte dei Conti nelle motivazioni con le quali la Sezione Centrale di Controllo ha rifiutato qualche settimana fa al ministero dei beni culturali il visto e la conseguente registrazione della nomina di Vittorio Sgarbi alla guida del Polo museale Speciale di Venezia. In pratica, sostiene la Corte dei Conti, per quel posto andavano utilizzate professionalità interne. Voluto dal ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, Sgarbi era stato nominato a capo della soprintendenza al Polo museale alla fine di maggio. La nomina aveva provocato non poche polemiche, alle quali il ministro ha sempre risposto con fermezza: «Sono convinto che potrà dare lustro nell'incarico di soprintendente di Venezia - ha detto all'epoca - me ne assumo la responsabilità». E anche qualche giorno fa, il ministro ha riconfermato la sua fiducia al critico ferrarese. Da sempre critico nei riguardi della procedura con la quale si è arrivati alla nomina (con la richiesta di Sgarbi inserita quando il bando avviato dalla direzione competente del ministero era di fatto già chiuso) la Uil beni culturali, che oggi lancia un nuovo appello al ministro «perché faccia un passo indietro» e sottolinea: «dalla corte dei conti un giudizio netto, è del tutto evidente che il ministero ha fatto una forzatura sulle regole ma anche sulla valutazione dei dirigenti che ci sono e hanno più titoli di Sgarbi che dirigente non è».
Sgarbi? Era meglio nominare un interno
La Corte dei Conti ha bocciato la nomina di Vittorio Sgarbi alla guida del Polo museale Speciale di Venezia. La sentenza sostiene che il ministero dei beni culturali non ha utilizzato al massimo il personale in servizio e ha ricorsa a contratti esterni solo nell'ipotesi di assoluta carenza di quel tipo di specializzazione. La nomina era stata voluta dal ministro Sandro Bondi e aveva provocato polemiche. La Corte dei Conti ha rifiutato il visto e la registrazione della nomina. La Uil beni culturali ha lanciato un nuovo appello al ministro per far fare un passo indietro. La sentenza evidenzia che il ministero ha fatto una forzatura sulle regole e sulla valutazione dei dirigenti.
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