Via libera ufficiale all'istituzione della Soprintendenza a Lecce. Il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, ha firmato ieri l'apposito decreto di organizzazione degli uffici. Una decisione che nel Salento si attendeva ormai da oltre un decennio. Ora perché il provvedimento diventi operativo manca solo la registrazione della Corte dei Conti. La nuova Soprintendenza per i beni architettonici, il paesaggio e il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico avrà competenza sulle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Da questo punto di vista, l'area jonico-salentina, che ha sempre rappresentato un unicum, avrà quindi un'autonomia completa da Bari. Con tutto ciò che ne consegue in termini non solo di organizzazione burocratica, ma anche di consistenza e tempi di interventi sul territorio. Che non sarebbero pochi. Pare infatti che incartamenti e progetti, sinora partiti dalla sede decentrata di via Rubichi rappresentino oltre il sessanta per cento dell'intera attività della soprintendenza pugliese. Eppure l'ufficio leccese, animato da soli cinque dipendenti capitanati dall'architetto Antonio Bramato, negli ultimi anni ha potuto intervenire su beni quali il castello Carlo V, quello di Acaya e Otranto, senza risorse economiche proprie ma solo grazie a finanziamenti statali, convenzioni con enti locali e confraternite. La presenza di una Soprintendenza autonoma leccese significa invece avere in loco competenze ed energie sufficienti a concentrare l'attenzione dell'ufficio su interventi esclusivamente salentini. La sua istituzione potrebbe dare quindi stimolo all'avvio di una seconda stagione di restauri del barocco, dopo quella portata a termine a cavallo tra gli anni '80 e '90, col recupero di piazza Duomo, palazzo dei Celestini e le chiese di Sant'Irene, San Matteo e San Giovanni in Rosario. In proposito esprime la sua soddisfazione la senatrice Maria Rosaria Manieri. «E' l'esito positivo di una lunga battaglia - dice la parlamentare - perché è da oltre quindici anni che Lecce chiede una Soprintendenza salentina. La aspettano soprattutto gli enti locali, perché la Puglia è lunga e a volte anche per un nullaosta o una pratica si devono fare duecento chilometri. Prendo atto che il decreto è stato firmato, ma per dare un giudizio sulla sua validità aspetto di capire con quali risorse e quale personale». Stessa cauta soddisfazione arriva anche dal presidente provinciale dell'Ordine degli architetti, Enrico Ampolo. «E' indubbiamente un traguardo fondamentale per il nostro territorio - spiega Ampolo - Peraltro noi, insieme alla Gazzetta del Mezzogiorno, abbiamo condotto questa battaglia. Oltre 4500 le firme raccolte dal giornale. Ma il fatto che il ministro abbia firmato il decreto non vuoi dire che Lecce abbia "sic et sempliciter" la sua Soprintendenza, perché ci vogliono disponibilità e risorse economiche conseguenti. Ho la sensazione che la cosa non sia proprio imminente. Per quanto ci riguarda, va detto che l'Ordine è disponibile a fare delle convenzioni in modo che i nostri giovani iscritti possano fare pratica e tirocini».- «La notizia ci riempie di gioia - aggiunge Paolo Stefanelli, rappresentante provinciale degli ingegneri - Ed è fondamentale, perché con il decreto dovranno trovare necessariamente copertura le risorse economiche che servono a concretizzare questa importantissima novità. Credo si realizzi un'aspettativa che per troppo tempo era stata relegata fra i sogni. Ora i tesori di Lecce potranno essere adeguatamente valorizzati. Sembrerebbe una cosa scontata, in realtà abbiamo dovuto soffrire. Come categoria professionale, offriremo anche noi tutta la disponibilità di natura volontaristica e studieremo quello che è possibile fare per la tutela dei nostri beni».
Soprintendenza, ora a Lecce è realtà
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Giuliano Urbani, ha firmato un decreto di organizzazione degli uffici della Soprintendenza per i beni architettonici, il paesaggio e il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico a Lecce. La nuova Soprintendenza avrà competenza sulle province di Lecce, Brindisi e Taranto e avrà un'autonomia completa da Bari. La sua istituzione potrebbe dare stimolo all'avvio di una seconda stagione di restauri del barocco a Lecce. La senatrice Maria Rosaria Manieri e il presidente provinciale dell'Ordine degli architetti Enrico Ampolo hanno espresso la loro soddisfazione per la decisione.
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