Nell'ambito della vicenda Civis si stanno attuando «pressioni innominabili» sul prefetto di Bologna, Angelo Tranfaglia, sul commissario del Comune, Anna Maria Cancellieri, e sulla direttrice regionale dei Beni culturali, Carla Di Francesco, per «attenuare la gravità di quanto sta accadendo in nome di presunti interessi della città». Lo afferma in una nota il parlamentare Fabio Garagnani, coordinatore cittadino del Pdl, che invoca l'intervento di un'apposita ispezione ministeriale. «Di fronte allo sfacelo provocato dal Civis si stanno coalizzando i cosiddetti poteri forti per condizionare l'operato del Governo negando o attenuando determinati aspetti di questo progetto», scrive Garagnani. «Nel corso di un colloquio con dirigenti e tecnici del Ministero ai quali ho portato la rassegna stampa concernente la mia interpellanza sul dossier degli istruttori Atc ed una copia della mia denuncia alla Procura della Repubblica racconta l'esponente del Pdl ho appurato che nè la Prefettura di Bologna, nè il Commissariato hanno informato il Governo medesimo dell'esistenza di due indagini giudiziarie concernenti alcuni aspetti della complessa problematica del Civis». Per Garagnani si tratta di «inspiegabili omissioni» che «piaccia o meno condizionano in modo evidente il proseguimento dei lavori». Da qui l'impressione, anzi «quasi la certezza» di Garagnani sulle «pressioni innominabili».