«Intervento discutibile, ma la responsabilità è della Soprintendenza» Zanardi dà ragione al critico che aveva denunciato la realizzazione della moltitudine di fori sul dipinto No comment del soprintendente Codello sull'attacco dell'esperto, che denuncia di non aver potuto finire i lavori Gli affreschi del Tiepolo di Palazzo Labia lasciati pieni di buchi per le scelte discutibili del committente del restauro - la Rai del Veneto e della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia. A dirlo, con una lettera all'allora soprintendente al polo museale veneziano Vittorio Sgarbi - incarico che dovrebbe presto tornare a ricoprire - è lo stesso restauratore che ha eseguito l'intervento, il professor Bruno Zanardi, docente di teoria e Tecnica del Restauro dell'Università di Urbino. A sollevare il caso era stato lo stesso Sgarbi, dopo aver preso visione degli affreschi di Tiepolo nel Salone da Ballo di Palazzo Labia, ripetutamente"bucati" per praticare iniezioni di consolidamento statico. «Non mi capacito di come sia stato possibile un intervento di questo tipo aveva dichiarato. Ho già mandato il mio restauratore per vedere come è possibile intervenire». A scrivere a Sgarbi è stato ora lo stesso Zanardi, tramite i suoi legali, dichiarandosi d'accordo con lui «Lo sconcerto per il risultato dell'intervento scrive a Sgarbi il legale di zanardi è stato, prima che suo del mio stesso cliente, costretto a eseguire un lavoro di restauro da lui per primo giudicato a dir poco discutibile». Zanardi ricorda che nel 2004 si manifestò un grave fenomeno di distacco dal muro degli affreschi del Tiepolo, nella scena del Banchetto di Antonio e Cleopatra e su indicazione della Soprintendenza attraverso gli architetti Codello e Delfini, la Rai incaricò il tecnico del progetto di restauro. Esso prevedeva il restauro completo degli affreschi: consolidamento, pulitura e reintegrazione della pellicola pittorica, con il suggerimento di coinvolgere il professor Eugenio Vassallo dell'Iuav, perché il distacco era forse dovuto a movimenti strutturali di Palazzo Labia. Secondo Zanardi la Soprintendenza «senza alcuna motivazione logica», avrebbe imposto alla Rai di limitare l'incarico al restauro al solo consolidamento degli affreschi, senza mai toccare la pellicola pittorica, impedendo le operazioni di pulitura e reintegrazione, frazionando l'intervento di restauro. E la Rai, con la Soprintendenza - scrive ancora il legale «non solo impose a Zanardi di continuare a procedere con questa sola operazione, ma indicò altresì di non chiudere i fori d'iniezioni dei consolidanti. Quelli da allora rimasti in vista». L'architetto Renata Codello, soprintendente, interpellata, preferisce non commentare, ma i «buchi» sugli affreschi del Tiepolo restano.