Sfiorano i 200 milioni di euro le risorse erogate dalle fondazioni bancarie nel 2009 a favore della ricerca in Italia. L'anticipazione sui risultati di sistema relativi al bilancio globale dello scorso esercizio fornita dall'Acri, in occasione del convegno «Il trasferimento tecnologico: una necessità per il paese. Ruolo ed esperienze delle fondazioni di origine bancaria», ha confermato un trend già riscontrato negli ultimi anni; la ricerca è il principale settore d'intervento delle fondazioni bancarie, al secondo posto dopo arte, attività e beni culturali, con un'assegnazione complessiva, in 5 anni, dal 2005 al 2009, di oltre un miliardo di euro. «Sostenere finanziariamente la ricerca è molto importante, ma non è condizione sufficiente per lo sviluppo del paese», ha sottolineato Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, nell'incontro di ieri a Roma. «Per rendere produttivi gli investimenti in ricerca», ha detto Guzzetti, «è fondamentale intervenire sul fronte del trasferimento tecnologico, ovvero su quell'insieme complesso di attività svolte per portare le innovazioni tecnologiche dal soggetto che le detiene e sviluppa, generalmente enti di ricerca pubblici, al soggetto che le traduce in un prodotto commerciabile sul mercato. Le fondazioni di origine bancaria», ha spiegato il presidente dell'Acri, «non possono sostenere direttamente le imprese con le loro erogazioni filantropiche, ma possono comunque svolgere, e lo svolgono, un ruolo molto attivo sul fronte del trasferimento tecnologico.. Da un'indagine condotta da Maurizio Sobrero, Andrea Vezzulli e Giovanni Ranzolin, dell'università di Bologna, illustrata da Andrea Landi, che è anche presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, risulta che il sottosettore «Ricerca nel campo delle scienze naturali e tecnologico» raccoglie un terzo delle erogazioni delle fondazioni impiegate in Ricerca, settore che (riferendosi ai dati 2007) riceve dalle fondazioni risorse pari a un po' meno della metà (247 milioni di euro contro 589) delle spese nazionali per ricerca sostenute dall'intero mondo del terzo settore. L'indagine ha indagato approfonditamente le scelte di 12 fondazioni (9 grandi e 3 medio-grandi, con un patrimonio del 56 del sistema fondazioni di origine bancaria) particolarmente attente al sostegno alla ricerca, evidenziando come spesso esse impieghino su questo fronte non solo erogazioni filantropiche, ma anche quote di patrimonio.
Per la ricerca dati 200 milioni. È il contributo delle fondazioni bancarie
Le fondazioni bancarie hanno erogato nel 2009 circa 200 milioni di euro per la ricerca in Italia. Questo trend è confermato negli ultimi anni, con la ricerca come principale settore d'intervento delle fondazioni, al secondo posto dopo arte, attività e beni culturali. Il presidente dell'Acri, Giuseppe Guzzetti, ha sottolineato che sostenere la ricerca finanziariamente non è sufficiente per lo sviluppo del paese, ma è necessario anche il trasferimento tecnologico. Le fondazioni bancarie non possono sostenere direttamente le imprese con le loro erogazioni filantropiche, ma possono comunque svolgere un ruolo attivo sul fronte del trasferimento tecnologico.
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