Il cenobio monastico di Morimondo, un bene tutelato dall'Unesco. La provincia di Milano è pronta a sostenere la domanda di accreditamento dell'abbazia presso l'Unesco. «Ho accolto l'invito lanciato dal Comune perché è un simbolo della cultura lombarda dalla storia millenaria ed è è giusto venga riconosciuto in tutto il mondo», ha detto Novo Umberto Maerna assessore alla Cultura della Provincia. Anche la regione Lombardia sarà parte attiva del progetto. «Saremo parte attiva nella fase di richiesta presso il Ministro dei beni Culturali Bondi ha aggiunto Massimo Buscemi assessore alla Cultura. Credo che un monumento di tale bellezza e rilevanza storica e la proposta architettonica meriti senza di essere riconosciuto a livello internazionale. Serve una concertazione istituzionale che la regione non esiterà a promuovere, siamo pronti a fare squadra». E' stato proprio l'attuale sindaco di Morimondo Maurizio Spelta ad acquistare nel 1980 da privati il cenobio monastico, per evitarne il degrado e anche la speculazione. Numerosi sono stati gli interventi di recupero e ristrutturazione, partendo dalle fondamenta fino alle sale nelle quali sono tornate agli antichi splendori ambienti di lavoro risalenti al XII secolo. Fino al ritrovamento dello "scriptorium" dovei monaci amanuensi e copisti hanno trasmesso mediante la trascrizione dei testi antichi la cultura. Ancora oggi sono visibile le lettere dell'alfabeto che il "magister" scriveva sulle pareti come fosse una lavagna per insegnare agli studenti copisti la grafia. A 25 anni di distanza dall'acquisto del cenobio da parte del comune sempre guidata dal sindaco Spelta si sono conclusi i lavori con i grandi festeggiamenti del 4 ottobre 2008 quando le sale dello storico monastero sono state aperte ai visitatori.