Philippe Daverio, storico dell'arte: per salvare i nostri tesori lanceremo il progetto «Save Italy» "Guardi: non è che poi mi stupisca più di tanto. Anzi, mi avrebbe meravigliato l'opposto. Purtroppo non è una novità». Philippe Daverio, storico dell'arte e docente all'università di Palermo non mostra alcuna sorpresa nell'apprendere dell'(ennesimo) assalto - un mix di incuria e degrado - alla Reggia. Ma la Reggia di Caserta è patrimonio dell'umanità e il parco è stato recentemente insignito del titolo di «più bello del mondo»... «Lo so. Ma so anche che siamo in Italia. Poi, in questi casi, non si capisce mai di chi è la responsabilità: se di chi gestisce il monumento o, più in generale, della mancanza di fondi. Un tempo le disponibilità finanziarie erano più ampie. Caserta è un sito di rilevanza strategica ma i tagli hanno colpito un po' tutti». Ma è solo una questione di risorse finanziarie? «In Italia spendiamo un sesto di quanto spende la Germania per il patrimonio culturale. Ma c'è una differenza: l'Italia deve mantenere un patrimonio costituito quasi al 95 per cento di reperti antichi che necessitano di costi maggiori. Allora prendiamone atto: così è impossibile competere». Professore, è una resa? «È una constatazione. Ma stiamo cercando di reagire». E come? «Le dò una chicca: abbiamo ideato, fra poco lo lanceremo ufficialmente, un progetto internazionale. Lo chiameremo "Save Italy" per portare all'attenzione dell'intera comunità internazionale il caso Italia e chiedere l'intervento di tutti per far qualcosa di utile alla salvaguardia di questo impareggiabile patrimonio». Cos'è, un altro movimento politico? «No. E' un movimento disperato». E a chi è rivolto? «Ma vengano i danesi, i tedeschi, dalla Cina, dalla Groenlandia: insomma, tutti devono capire che lo stato in cui è ridotto il patrimonio culturale italiano è un'emergenza internazionale». Chi ci sta lavorando? «Io e un vasto gruppo di amici». Ma l'iniziativa avrà l'avallo del ministero? «Non si tratta solo di questo. Bondi è un poeta e Resca è un manager che sta lavorando molto. Ma la questione è un'altra». Quale? «Tomo alla Germania. La Merkel ha detto: cari cittadini, dovremo tutti tirare la cinghia per risparmiare 80 miliardi. Tutti esclusi tre settori: la cultura, la formazione e la ricerca. In questa direzione va l'Europa; dove va invece l'Italia?». Si tratterebbe di definire le priorità... «Ecco. In Italia viene ritenuto prioritario il ponte sullo Stretto di Messina. Anche questa è una constatazione; ma vuol dire anche che per realizzare il ponte non si salva Caserta».