Dopo la decisione del ministro Bondi di nominare un dirigente fino a dicembre, esplode la rabbia di Cisl e Uil: "Pompei non si trasformi nel campo di battaglia per una disputa politica" Il sindaco Claudio D'Alessio: "La città ha bisogno di certezze" Pompei. "Basta soprintendenti ad interim per Pompei" ripetono all'unisono Cisl e Uil che continuano ad alimentare polemiche sulla scelta del ministro Bondi di nominare un nuovo dirigente (le-annette Papadopoulos) solo fino al prossimo 31 dicembre. Un concetto, quello della necessità di una stabilità per Pompei, rimarcato anche dal primo cittadino Claudio D' Alessio. "Pompei dice il sindaco ha bisogno di certezze, non di provvisorietà. Saluto la nuova soprintendente Papadopoulos alla quale rivolgo i più sinceri auguri di buon lavoro, ma sapere che svolgerà le sue funzioni per un periodo molto breve ci lascia un po' di disappunto. Pompei ha bisogno di grandi progetti di sviluppo c di soprintendenti che abbiano il giusto tempo per programmare il rilancio". Anche sulla Fondazione che dovrà gestire il sito archeologico, D'Alessio rivendica la preminenza di Pompei. "Non daremo la nostra disponibilità alla Fondazione dice se gli enti locali non avranno il giusto ruolo nelle scelte per lo sviluppo". Concetti simili, seppur contrari a una Fondazione, sono stati espressi da segretario nazionale della Uil beni culturali, Gianfranco Cerasoli. "No a una Fondazione per Pompei, sì invece a una nuova e più forte autonomia per l'area archeologica, con un soprintendente a tempo pieno dotato anche di qualche potere derogatorio per sveltire le procedure e assumere personale senza i vincoli del pubblico impiego". Sono questi i suggerimenti che arrivano a Bondi dalla Uil beni culturali, che invita "a non fare di Pompei una disputa politica". I problemi, sostiene il sindacato, "sono noti e vanno affrontati". Secondo la Uil, Pompei "ha bisogno di poche cose che si possono fare subito e della programmazione d'interventi tra Stato ed enti locali". Da qui le proposte: "più autonomia per il sito attraverso un consiglio d'amministrazione nel quale siedano rappresentanti della Regione Campania, Provincia di Napoli e Comune di Pompei ma anche una rappresentanza delle associazioni degli utenti". Anche il segretario della Cisl Beni culturali di Pompei, Antonio Pepe, critica le scelte provvisorie di Bondi: "La Papadopoulos che rimarrà in carica meno di tre mesi pur provandoci non credodice Pepe - abbia tempo sufficiente per la realizzazione di un programma funzionale per il personale ed efficace alle esigenze dell'utenza. Noi come sindacato ci proveremo; non daremo giustificazione a chi si sta attrezzando per mettere le mani su Pompei, il nostro obiettivo è e rimane quello di concordare un piano di tutela, valorizzazione e messa a reddito del patrimonio archeologico pompeiano. Pompei ha bisogno solo di essere gestita da un Soprintendente stabile e di un numero di personale, tra archeologi, architetti, geometri, impiegati, restauratori, custodi e manovali comuni, sufficiente a garantire il restauro e la manutenzione ordinaria dei beni archeologici già portati alla luce, ricchi di edifici, affreschi e mosaici in ordine ai 44 ettari".