Ah, ha gridato di dolore poco tempo fa il nostro ineffabile ministro per i beni culturali, qua ci tagliano i soldi a più non posso e di questo passò taglierò perfino agli Uffizi. Ma io, ha promesso Giuliano Urbani, mi batterò strenuamente. In attesa delle sue battaglie, dopo aver irrobustito notevolmente il parco dei direttori generali del dicastero, il ministro ha anche deciso che qualche soprintendenza in più, nuova in fondo non guasta. Soprattutto se la faccenda può mettere di buon umore qualche alleato di governo. O qualche alta figura dello Stato. A Lucca, ad esempio, a ottobre nascerà una nuova soprintendenza mista (col che s'intende s'occuperà di beni artistici, monumenti, paesaggio, patrimonio demoetnoatropologico...). La città, ci mancherebbe, è ricca di storia e d'arte, ma finora dipendeva senza traumi dalla soprintendenza ai beni ambientali e architettonici artistici e storici di Pisa. Presto avrà un soprintendente tutto suo, anzi con ogni probabilità una soprintendente architetto proveniente dalla sede romana e che dovrebbe insediarsi a Villa Guinigi. Il decreto firmato ieri da Urbani arriverà presto alla Corte dei conti e, insomma, si tratta solo di aspettare un po'. Se ne parlava da tempo, adesso è tutto fatto. Commuove, tanta efficienza nei confronti della cittadina che ospita l'Ilaria del Carretto. Per inciso, viene da Lucca il presidente del Senato Marcello Pera. Che gradirà, ma considerate le ristrettezze dei beni culturali, impiantare una nuova soprintendenza giova davvero? (Altro inciso: ne nasce un'altra, ai beni ambientali e architettonici, a Lecce, e qui per far contenta Adriana Poli Bortone di Forza Italia). Nel frattempo diventa dirigente di seconda fascia anche il direttore della Biblioteca statale di Lucca. Un caso fortuito, naturalmente.