Fino a un megawatt non ci sarà bisogno di valutazione ambientale Non più 0,5 ma un megawatt, tre se si tratta di insediamento in unarea industriale: prende corpo la nuova legge regionale sulla valutazione di impatto ambientale. In pratica, non ci saranno più le preannunciate restrizioni per installare pannelli fotovoltaici di piccole dimensioni. O, almeno, quelle restrizioni vengono attenuate. Ieri le commissioni Industria e Ambiente hanno approvato con lastensione dellopposizione di centrodestra, le modifiche alle norme pugliese proposte dallassessore allEcologia, Lorenzo Nicastro. Ora la parola passa al Consiglio regionale cui spetta il compito di trasformare in legge i nuovi e più restrittivi limiti per gli impianti di produzione di energie rinnovabili. Oggi, a legislazione vigente, non cè bisogno della valutazione di impatto ambientale se limpianto è progettato per produrre fino a 10 megawatt, le modifiche approvate in commissione abbassano quel limite a un megawatt (0,5 se si tratta di area con vincoli paesaggistici), tranne che per le aree industriali nelle quali la Via è esclusa se limpianto produce fino a tre megawatt. Le modifiche della commissione, tuttavia, attenuano liniziale proposta legislativa che fissava a 0,5 il limite di produzione esente dalla Via. Ma lassessore si ritiene ugualmente soddisfatto: «Questa normativa è indispensabile perché consente una ripresa del controllo del territorio di aree che sono il fiore allocchiello della nostra regione». Il governo in pratica ha recepito gli emendamenti presentati nel corso del dibattito in commissione. E le correzioni al testo presentato dal governo sono arrivate soprattutto dalla maggioranza. Porta la firma di tre consiglieri di Sinistra Ecologia e Libertà (Michele Losappio, Michele Ventricelli, Alfredo Cervellera), lemendamento che consente di operare fino a tre megawatt senza valutazione di impatto ambientare nelle aree industriali, anche di quelle dismesse come suggerito dalla Puglia per Vendola, per impianti sui tetti. La Puglia cambia rotta e frena eolico e fotovoltaico selvaggio. Non lo blocca ma lo orienta in modo da evitare che in territori di particolare interesse vi sia linvasione di pale e pannelli solari. Il centrodestra, come detto, sè astenuto. Il vice presidente del Consiglio, Nino Marmo avverte: «Non si può andare avanti con interventi spot». E Rocco Palese, capogruppo del Pdl, ha suggerito: di «mettere ordine in tutti questi interventi che per altro vanno in direzioni differenti». Sfida subito raccolta dal capogruppo del Pd, Antonio Decaro: «Accelerare la legge quadro della Regione Puglia per le energie rinnovabili, che dovrà recepire quanto prima le linee guida nazionali e individuare, con il coinvolgimento attivo dei Comuni, le aree del territorio pugliese sulle quali non è possibile installare nuovi impianti per la produzione di energie pulite».