Da fuori è la piccola chiesa di san Gregorio, fresco restauro in via dei Mercanti, nel pieno centro storico di Salerno. Allinterno è un museo di ultima generazione, munito di touch screen e monitor 3D, dedicato allantichissima scuola medica della città, prima in tutta Europa per il suo ineccepibile metodo scientifico fin dallalto Medioevo. Religione e scienza dunque, stranamente a braccetto, con lunico scopo di divulgare e curare. Esattamente come mille anni fa, quando il sapere ortodosso greco-latino, si contaminava di conoscenza araba, in quel crocevia di culture che era la Salerno dellundicesimo secolo. Due civiltà, incarnate nel vescovo Alfano ed il filosofo Costantino lAfricano, icone storiche definite e documentate, il cui incontro viene simbolicamente riprodotto sullo schermo tridimensionale della sala grande del museo. Nello scenario virtuale della Cappella palatina, monumento longobardo di ottavo secolo (e aula magna per la consegna di lauree in medicina fin dal 1500), i due maestri espongono i canoni ed i principi di tale dottrina, votata allempirismo più genuino, scevro da ogni superstizione. «Lobiettivo della realizzazione del museo, è proprio questo», spiega Mariella Pasca, responsabile della struttura per la Soprintendenza al patrimonio storico e artistico di Salerno «riproporre ai visitatori, con unapprofondita ricerca filologica ed iconografica, le tappe della Scuola medica salernitana, attraverso ricostruzioni computerizzate, presentazioni e immagini animate, tratte direttamente dai codici miniati medievali», conservati nelle università e nei centri di ricerca storici tra Napoli, Roma, Francia e Inghilterra. Già dal corridoio dingresso, si può consultare un ricco database fotografico tratto dal "Regimen Sanitatis" testo in volgare del 1300, qui scansito nella sua versione illustrata (di un secolo successiva), conservata nella Biblioteca Nazionale di Napoli. Dai consigli sul come praticare un salasso ("ma solo in stagione non abbastanza rigida"), alla procedura del vomito ("utile per lo tempo estivo, che purga lo stomaco da umore nocivo"), alle diagnosi provenienti dallassaggio delle orine del paziente (pratica ancora attuata nellOttocento). Un intera sezione è dedicata alla vita e agli studi di Trotula de Ruggiero, esempio rarissimo di medico donna. Anche lei, come i suoi colleghi, fu avviata innanzitutto allo studio della "teoria degli umori" (secondo la quale, labbondanza o carenza di sangue, bile o flegma, i nostri "umori", favoriscano la sanità o la malattia), ideata da Ippocrate nel quarto secolo avanti Cristo. Il tutto affiancato da una profonda conoscenza dellanatomia umana (e non animale, come fino ad allora si procedeva), in armonia con le "Costituzioni di Melfi", promulgate da Federico II nel 1231, le quali ne imponevano lo studio ai futuri medici "per almeno un anno". Il museo, inaugurato nel novembre dello scorso anno sullinvestimento di circa 150 mila euro dal Ministero dei Beni Culturali e Regione, ha appena raggiunto il traguardo degli ottomila visitatori. E aperto ogni giorno, tranne il lunedì (dalle 9 alle 13, info 089 257 3213), con ingresso gratuito.