Da Gonnelli l8 e il 9 in vendita lettere, libri, stampe, dipinti favolosi Il pezzo più caro? Un trattato sulle Indie di Bartolomé de las Casas a 100mila euro A Pergine Valdarno in un opificio di fine Ottocento uninsolita esperienza di "comune" La struttura concessa gratis dal proprietario, poi tutti hanno lavorato senza compenso. Nel fine settimana apertura al pubblico "Pregiatissimo Signore" comincia così, con un tono garbato e distante, la lettera scritta da Giacomo Leopardi nel 1829 a un erudito fiorentino, accademico della Crusca, Giuseppe Mannuzzi. La lettera andrà allasta alla Libreria Antiquaria Gonnelli di Firenze, base di partenza mille euro. Ci saranno altre lettere, per esempio quella inviata da Gustave Flaubert al medico di Napoleone III in cui si parla dellassenzio o quella di Albert Einstein o di Charles Darwin. Saranno 620 lotti fra libri e autografi e 300 lotti di stampe antiche che fra il 9 e il 10 ottobre saranno battuti allasta nello storico negozio di via Ricasoli (info: www.gonnelli.it, la prima sessione sarà alle 11, la seconda alle 15, mentre i pezzi sono già in esposizione per il pubblico). Il pezzo più prezioso, si parte da 100mila euro, è il testo che si intitola Trattati sulle Indie di Bartolome de Las Casas, edizione rarissima che proviene da un collezionista spagnolo. Per gli appassionati di scienza, sarà battuto un opuscolo accademico Molecular structure of nucleic acids datato 1953, è il testo in cui per la prima volta Watson e Crick svelano la composizione del Dna. E poi la prima edizione de Los Desastres de la Guerra di Francisco Goya (1863), ledizione originale di Experiments and Observations on electricity di Benjamin Franklin (1751) e poi, fra le incisioni, la celebre Melanconia I, considerata il capolavoro di Durer. chi si affaccenda in cucina, chi sta allestendo la propria opera, chi se la prende con il computer, chi sposta assi, chi risponde al telefono, chi gira un video, chi arriva e chi parte in un affaccendato e caotico via vai. Mettere insieme 28 artisti significa dare sfogo alla creatività, moltiplicare e amplificare voci, suoni, immagini, forme, materiali. Tutto questo accade in unantica filanda di fine '800, trasformata in operosa officina darte contemporanea a Pieve a Presciano, vicino a Pergine Valdarno (Arezzo). Un opificio di 1500 metri quadrati, con la ciminiera e i vasconi per movimentare le macchine ancora lì, dove un tempo si filava la seta prodotta dai bachi nutriti con i gelsi coltivati nella campagna intorno. Una nuova identità per questo edificio di archeologia industriale dismesso da decenni, diventato da un paio di mesi spazio di vita comune, luogo di incontro, scambio e cantiere darte. E che aprirà al pubblico sabato (14-18) e domenica prossima (12-19, concerto ore 17 con Gak-Sato) per raccontare linizio di una nuova avventura. Il progetto è nato dallidea di Luca Pancrazzi, artista nato a Figline Valdarno nel 1961, trapiantato da 15 anni a Milano, con studio da 3 anni in una parte della filanda. «Una sera di luglio ci siamo ritrovati a cena qui con Loris Cecchini e altri amici artisti. Con una gran voglia di ripartire dal basso, fuori da gallerie e istituzioni, per costruire qualcosa di nuovo. Al mattino lidea era ancora buona, così ho chiamato tutti gli artisti che conoscevo, soprattutto toscani. Ho chiesto che venissero qui per produrre qualcosa che nascesse dal nostro stare insieme e rispettasse il luogo. Sono arrivati quasi tutti, a parte qualcuno allestero per lavoro». La macchina è partita: hanno inventato un nome, il sito www.madeinfilandia.org, il proprietario della struttura Arturo Ghezzi ha concesso lo spazio gratis e tutti, compresi Brick-centro per la ricerca e la cultura contemporanea, e la casa editrice Gli Ori. Tutti hanno lavorato gratuitamente. Artisti, musicisti, fotografi, performer, scultori. «Siamo in piena attività - prosegue Pancrazzi - Loris Cecchini ha creato uninstallazione con un tappeto di sabbia, Elena El Asmar una scultura con garze utilizzando un letto a baldacchino, Christiane Löhr sta costruendo sculture minimali con cose naturali, Francesco Carone un lavoro vicino ad un pozzo con secchi legati insieme e uno diventa una lampada, Vittorio Corsini unopera sulla relazione di coppia che riguarda i partecipanti, io stesso ho usato una piscina come lightbox per creare un cielo». E poi ci sono i lavori di Luca Bertolo, Chiara Camoni, Marco Cianciotta, Mario Consiglio, Daniela De Lorenzo, Paolo Fabiani, Federico Fusi, Bernardo Giorgi e Cinzia Cozzi, Claudio Maccari, Andrea Marescalchi, Amedeo Martegani, Andrea Montagnani, Giovanni Ozzola, Pierpaolo Pagano, Steve Piccolo, Luca Pozzi, Francesco Pucci, Giacomo Ricci, Pedro RizA Porta, Tayu Vlietstra. «Tutto questo per scardinare un ordine, perché gli artisti riconquistino centralità nel meccanismo dellarte contro il mercato che fa da padrone, per far ripartire le idee - conclude Pancrazzi, entusiasta dellesperienza collettiva - Abbiamo vissuto e lavorato insieme, condiviso alloggi improvvisati su brande, passato serate fantastiche, felici di ritrovarci. Ora tocca alla festa conclusiva aperta a tutti: venite a vedere i nostri lavori, a parlare con noi, in occasione della "Giornata del Contemporaneo"».