Presto nuovi criteri «più coerenti e adeguati» per far sì che le pubblicità affisse sulle facciate di musei e monumenti dagli sponsor che hanno contribuito al restauro siano fatte in modo più accettabile e limitate nel tempo. Lo annuncia il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, dopo le polemiche e l'appello del fondo internazionale Venice in Peril - firmato dall'architetto Norman Foster e dai direttori dei principali musei del mondo - e le proteste del Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, in particolare per Palazzo Ducale e il Ponte dei Sospiri a Venezia. Il nostro giornale aveva denunciato le brutture già il 10 settembre, spiegando che esistono anche esempi virtuosi: il ponteggio-pubblicità di Louis Vuitton davanti all'Arena di Verona, elogiato dalla soprintendenza ai monumenti. Quando si lavora così, si può dar ragione a Bondi: gli sponsor, come dice il ministro, sono «un fatto positivo e insostituibile». È vero, per citare ancora il ministro, che «i manifesti pubblicitari che si vedono nel centro storico di Venezia e di cui si parla in questi giorni sono necessari per far fronte alle contenute risorse disponibili per il restauro dei beni culturali». Però ci vuole buon gusto. A chi tocca vigilare? «La materia delle affissioni pubblicitarie», dice il ministro Bondi, «è regolata per legge e ogni intervento è il frutto della valutazione di ciascun sovrintendente, cui spetta l'arduo compito di interpretare le sensibilità locali». Se Venezia piange, il resto d'Italia non ride: a Verona, nella piazza dove Louis Vuitton dà prova di stile, sono arrivati a mettere mega rotoli di carta igienica pubblicitari.
VENEZIA. La pubblicità paga i restauri dei beni culturali, ma perché non farla più bella? Palazzo Ducale etichettato, proteste da tutto il mondo.
Il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, ha annunciato nuovi criteri per le pubblicità affisse sulle facciate di musei e monumenti. Le polemiche sono state sollevate per le pubblicità già affisse a Venezia, in particolare per Palazzo Ducale e il Ponte dei Sospiri. Il Fondo per l'ambiente italiano e il Fondo internazionale Venice in Peril hanno denunciato le brutture. Il ministro ha affermato che gli sponsor sono un fatto positivo e insostituibile, ma ci vuole buon gusto. La materia delle affissioni pubblicitarie è regolata per legge e ogni intervento è il frutto della valutazione di ciascun sovrintendente.
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