Il 9 ottobre, sabato prossimo, si svolgerà in tutta Italia la Sesta Giornata del Contemporaneo, l'evento annuale promosso dall'Associazione dei musei d'arte contemporanea italiani, che aprirà gratuitamente al pubblico - per un giorno - mille luoghi di cultura, sotto l'immagine guida ideata dall'artista Stefano Arienti. Ma quest'anno, la kermesse, un'occasione unica per godersi il patrimonio del Belpaese, ha un retrogusto amaro: i 26 musei associati hanno lanciato un allarme sulla situazione drammatica che stanno vivendo a causa degli annunciati tagli al budget. In una nota molto dura, non fanno sconti alla politica governativa, accusandola di essere «incapace di riconoscere il ruolo culturale del sistema museale e di valutare l'importanza che lo stesso assume quale volano diretto e indiretto per l'economia italiana». Così, l'Amaci ha deciso di rendere pubblici i conti in rosso e coinvolgere anche l'opinione pubblica sul terremoto che sta colpendo le loro istituzioni. La riduzione dei finanziamenti comporterà, per i musei associati, una diminuzione delle risorse che toccherà il 30 (il tutto in un contesto di finanziamento pubblico ai musei considerevolmente inferiore rispetto ai principali stati europei). «Le prospettive per il settore sono estremamente critiche - scrivono dall'Associazione -, poiché i tagli comporteranno una consistente riduzione delle attività di ricerca e produzione culturale, quando non addirittura la loro soppressione, e nei casi più drammatici, una riduzione delle spese di funzionamento ordinario, dalla conservazione delle opere alla manutenzione degli immobili, con il rischio di un progressivo degrado del patrimonio e la soppressione di numerosi posti di lavoro». Secondo i direttori dei maggiori musei italiani, queste istituzioni non possono essere considerate «alla stregua di un puro costo per la pubblica amministrazione, poiché sono attori fondamentali nel processo di rigenerazione delle città e contribuiscono allo sviluppo del capitale umano, garantendo ricadute positive sul piano sociale ed economico. Va sottolineato come i musei, impiegando professionisti e commissionando incarichi a numerose aziende operanti nei più svariati settori (gestione impiantistica e climatizzazione, allestimenti museali, assicurazioni e trasporti d'arte, custodia e vigilanza, editoria, restauro di beni culturali, comunicazione e promozione, servizi aggiuntivi, ...), attivino processi economici che consentono allo Stato, attraverso la pressione fiscale, il recupero di parte dei contributi erogati. Al tempo stesso essi promuovono l'immagine delle nostre città, offrendo contenuti culturali e generando movimenti turistici sul territorio che danno sostegno alle attività del comparto turistico e commerciale». Infine, l'Amaci ha rivolto un appello alle istituzioni politiche campane affinché si adoperino per «salvare» dalla chiusura certa il Madre.
Sos per l'arte contemporanea. Ventisei musei sono a rischio per i tagli alle risorse
Il 9 ottobre si svolgerà la Sesta Giornata del Contemporaneo, un evento annuale che aprirà mille luoghi di cultura in tutta Italia. Tuttavia, i 26 musei associati hanno lanciato un allarme sulla situazione drammatica che stanno vivendo a causa degli annunciati tagli al budget. L'Associazione dei musei d'arte contemporanea italiani (Amaci) ha deciso di rendere pubblici i conti in rosso e coinvolgere l'opinione pubblica sul terremoto che sta colpendo le loro istituzioni. I tagli comporteranno una diminuzione delle risorse del 30% e una riduzione delle attività di ricerca e produzione culturale.
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