Parla il sovrintendente ai Beni culturali Stefano Gizzi, favorevole a istituire un vincolo sulle costruzioni Il sovrintendente per i beni architettonici e paesaggistici, Stefano Gizzi, tende la mano al Comune sul futuro delle Vele di Scampia e chiarisce le sue intenzioni "assolutamente pacifiche". Architetto, perché un vincolo sulle Vele? "Per il momento è solo una proposta e deve essere letta da un punto di vista architettonico e in un'ottica di condivisione. Le Vele rappresentano un intervento significativo correlato da nutrita letteratura. Si deve evitare di utilizzare simboli del degrado come un pretesto per demolire. Si tratta di un simbolo contemporaneo e non di un ecomostro. E non sono solo io a considerarlo tale, ma anche tra gli esperti del settore è opinione diffusa che sia un'apprezzata opera postrazionalista. È quanto emerso anche da uno studio, divenuto una pubblicazione, commissionato dal ministero dei Beni culturali alle facoltà di architettura italiane nel 2004". E' palese però lo stato di degrado. Quei giganti di cemento sono diventati un alveare della malavita. Non sarebbe meglio lasciarne solo uno come simbolo e abbattere gli altri per far posto a progetti più utili? "Se ne può e se ne deve discutere. Il mio è un invito al dialogo e il vincolo è un pretesto per affrontare seriamente la questione con i comitati di quartiere, con le istituzioni e con le autorità. L'abbattimento avrebbe dei costi maggiori rispetto ad una riqualificazione che potrebbe anche beneficiare degli apporti finanziari di un vincolo". Il dibattito sulle Vele e sul futuro di Scampia è acceso da sempre: perché questa volta dovrebbe essere diversa? "La sovrintendenza tiene a far sentire la sua presenza e ad essere chiamata in causa prima di prendere una decisione. La proposta di un vincolo è un modo per essere compartecipi del dialogo. Vogliamo esserci e assumere il ruolo che ci compete in questa vicenda, che è quello di tutelare un'opera architettonica che segue canoni riproposti anche a livello internazionale con risultati non degradanti". Come pensa di riqualificarle e quali sono i costi? Come esperto quali progetti consiglia per la riqualificazione e a quali spese bisognerebbe andare incontro? "Con interventi condivisi. Ora è importante che se ne parli seduti, insieme, avanzando proposte concrete. Ogni decisione dovrà essere frutto di mediazione e programmi comuni, ma poi dovrebbe mettere da parte l'idea della tabula rasa". Come risponde alle insinuazioni di chi pensa che dietro ci sia solo una manovra per aggirare i costi di abbattimento? "La discussione credo debba essere ricondotta alla concretezza e l'attenzione ai progetti, più che alle illazioni". II Comune di Napoli si oppone al vincolo. Cosa succederà? "Ribadisco che si tratta solo di una proposta formulata attraverso una nota al sindaco Rosa Russo Iervolino. Non ci sarà un braccio di ferro, quel che conta è che se ne parli e che si valuti se ci sono i presupposti per la riqualificazione".