Il caso Antonia Ida Fontana in missione a Roma ha incontrato Fallace. Ma la battaglia continua La direttrice: « Risorse certe fino marzo. E niente tagli nel 2011» «I soldi ci sono, ce l'abbiamo fatta. Ora il futuro che vedo ha lo stesso colore roseo del tramonto su Firenze che sto guardando in questo istante». La direttrice della Biblioteca Nazionale Antonia Ida Fontana scende alla stazione di Santa Maria Novella al calare del tramonto. Si è appena lasciata alle spalle Roma e l'incontro con i vertici del ministero dei Beni Culturali. E' stata una giornata dura. E' partita presto per la sua «missione romana» ed è tornata con in mano il bottino più prezioso: «L'importante era trovare le risorse per scongiurare la chiusura pomeridiana, e le abbiamo trovate. Il Ministero ha stanziato i fondi che ci consentiranno di garantire l'apertura almeno fino a marzo 2011. Poi si vedrà». La battaglia continua. Ma la direttrice è contenta anche per un'altra promessa «strappata» in extremis. «Nel taglio generale di tutti gli enti, della cultura soprattutto, che si abbatterà nel 2011, mi è stato promesso che i fondi stanziati per la Nazionale non saranno inferiori a quelli di quest'anno». Ossia 700 mila euro. Magra consolazione, ma di questi tempi luccica come l'oro. Soprattutto perché proviene da Maurizio Fallace, direttore dei beni librari del ministero. Lo stesso che la settimana scorsa aveva buttato acqua sul fuoco: «Non lasceremo morire la Nazionale». Sorride, Antonia Ida Fontana. E dalla voce trapela anche un po' di (giustificato) orgoglio. Perché il confronto è stato lungo, faticoso e pieno di insidie, e la direttrice si è giocata la sua partita quasi da sola. Dal batti-e-ribatti degli scorsi giorni tra Londra (dove si trovava per un convegno) e Roma, con i lanci di agenzia del ministro Bondi che in parte sconfessavano quanto annunciato dal suo direttore generale per i beni librari, il susseguirsi di polemiche e smentite, i soldi promessi e che poi invece si sono rivelati già investiti, il labirinto nel quale si rischiava di smarrire la Nazionale si era fatto sempre più intricato. Con l'unica certezza che con questi (pochi) fondi e questo (del tutto insufficiente) personale a disposizione non si poteva più andare avanti. Infatti, se 24 anni fa l'organico della Nazionale contava 347 dipendenti, nel 2007 erano solo 216, compresi i part-time che nell'86 non esistevano. E dal 2009 la situazione è addirittura peggiorata con altri 40 dipendenti andati in pensione. La Biblioteca non si aggiorna più, non compra libri, a malapena riesce a tenere puliti gli scaffali. E non è un bel segnale per chi dovrebbe costituire il faro della cultura italiana. Ma Antonia Ida Fontana ha vinto questo decisivo round. Decisivo soprattutto per lei che sta per lasciare il testimone, o meglio il timone di piazza de' Cavalleggeri, il prossimo 30 novembre. Lei vorrebbe al suo posto Maria Letizia Sebastiani, direttrice della Marciana di Venezia, ma i pretendenti sono tantissimi e dal ministero non è ancora trapelato un nome definitivo. Ma se il timone cambia di mano, la nave è ancora barcollante. Da oggi, però, con una toppa in più. Una toppa che garantisce di non annegare almeno per altri sei mesi. «Le toppe però non bastano, sono anni che si va avanti con una toppa dopo l'altra. Serve un piano strutturale». Questo è il pensiero del Comitato dei lettori che nonostante il susseguirsi di buone notizie, continua a essere sul piede di guerra. Oggi si riunisce di nuovo per decidere tempi e modi di una protesta di cui non si vede la fine. C'è da preparare una manifestazione, un concerto di solidarietà con il Maggio. Forse qualcuno lo voleva anche un'occupazione. Opzione però smentita per la netta contrarietà della direttrice.