Per il giornale di via Solferino: «Gli scavi simbolo di sciatteria e inefficienza» NAPOLI - Gli scavi di Pompei simbolo «di tutte le sciatterie e le inefficienze» del Paese. L'accusa partita ieri dalla prima pagina del Corriere della Sera, che parla di «umiliazione di Pompei» ha sollevato, come era prevedibile, un vespaio di polemiche reazioni. Prima fra tutte quella del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, principale test d'accusa nell'editoriale di Sergio Rizzo. «Per una certa informazione in Italia l'impegno concreto, la totale dedizione, il lavoro serio, quotidiano, certosino per la faticosa risoluzione di problemi lasciati incancrenire per troppo tempo, non contano niente, anzi diventano il pretesto per ricostruzioni dei fatti totalmente contrari alla realtà» ha detto Bondi, che ha poi aggiunto: «il mio scoramento è grande, ma più grande ancora è l'angoscia che provo per questo sventurato Paese, afflitto da mille problemi, ma ancor più straziato da una stampa che, invece di stigmatizzare giustamente chi si comporta male e di incoraggiare anche con le critiche chi è sulla buona strada, ignora le buone opere, capovolge la verità, diffonde e alimenta un'immagine negativa, in Italia e soprattutto nel mondo, di ciò che siamo e di ciò che cerchiamo di fare che è l'esatto opposto della realtà». A sostegno dell'azione del governo è sceso in campo anche il sottosegretario, Francesco Maria Giro, che parla di polemica pretestuosa «per gettare fango sull'immagine del ministro Bondi». Per Giro «basterebbe confrontare la Pompei di due anni fa con quella di oggi e lo scarto risulterebbe evidentissimo». Pompei continua ogni giorno ad essere meta turistica per migliaia di visitatori. Nonostante la crisi dei rifiuti e il degrado presente in zona. «Il sito, grazie al lavoro del governo ed all'impegno in prima linea del ministro Sandro Bondi, sta registrando una inversione di tendenza rispetto allo stato di abbandono che si poteva constatare fino a due anni fa», ha sottolineato il presidente della Regione Stefano Caldoro. «I dati della soprintendenza - ha aggiunto - parlano chiaro, negli ultimi mesi è in costante ascesa con un notevole aumento di visitatori». Il governatore ammette che «che c'è ancora molto da fare, ma bisogna sempre partire da quanto di buono è stato fatto e continuare in questa direzione». Da ieri intanto si è insediata a Pompei la nuova soprintendente Jeannette Papadopoulos, proveniente dalla direzione generale delle Antichità del ministero per i Beni culturali.